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Il frigorifero EcoFlex di Samsung  

Gli elettrodomestici che aiutano a non sprecare cibo

La giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare richiama l'attenzione su questo importante problema. Ecco una selezione di prodotti che, insieme alle buone pratiche quotidiane, migliorano le abitudini e facilitano una gestione più oculata della spesa
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Chiusi in casa per colpa della pandemia abbiamo imparato a rispettare maggiormente il cibo. Frequentare meno il supermercato, avere più tempo per organizzare la dispensa e il volersi mettere alla prova ai fornelli, sono forse tra le positive cause che hanno aiutato gli italiani a salvare dalla pattumiera 222mila tonnellate di cibarie. Una buona notizia anche se siamo ancora lontani dal far rientrare l’emergenza legata allo spreco alimentare. Basti pensare che nel 2020 sono comunque finiti nella spazzatura 27 chili a testa di cibo (3,6 chili in meno rispetto all’anno prima) per un valore di 6 miliardi e 403 milioni. Sono solo alcuni numeri raccolti dai Waste Watcher International Observatory con Distal Unibo su rilevazioni IPSOS in vista dell’8^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, in programma venerdì 5 febbraio con il tema Stop food waste. One health, one planet.
Dall’indagine emerge che questa gestione più oculata della spesa avviene soprattutto grazie al “buon senso”, si legge infatti che “il 41 per cento privilegia l’acquisto periodico di prodotti a lunga scadenza e quello frequente di prodotti freschi, il 39 per cento si concentra nell’organizzazione del frigorifero/dispensa, il 37 per cento sceglie di acquistare prodotti in piccolo formato e più di 1 italiano su 3, il 36 per cento, compila sistematicamente una lista della spesa basata sul menu settimanale. L’87 per cento non si formalizza sulla scadenza, e dietro assaggio consuma il cibo anche 24 ore dopo il suo teorico deperimento”.
Ma la ricerca rileva anche che per prevenire lo spreco la tecnologia sembra impattare ancora poco. E pensare che, insieme alle buone pratiche quotidiane, gli elettrodomestici potrebbero aiutare concretamente a risolvere i problemi legati alla quantità eccessiva di acquisti, alla cattiva gestione degli alimenti freschi e al mancato consumo degli avanzi, tra i motivi principali che costringono a gettare via ciò che rimane sulle nostre tavole o che perfino non fa in tempo nemmeno ad arrivarci.
Il forno a vapore SteamBoost di Electrolux  
Conservare e reiventare sono le parole chiave. Aiutano a raddoppiare la resa della nostra spesa ad esempio i frigoriferi di ultima generazione come EcoFlex di Samsung, arricchito da cassetti progettati per raddoppiare la durata degli alimenti attraverso l’impostazione del corretto livello di temperatura e umidità. Anche le pietanze cotte potrebbero essere riciclate grazie al forno a vapore in quanto riesce a ridare vita ai piatti di giorni fa. Infatti tornano gustosi poiché è in grado di rigenerarli senza seccarli. Ne è un esempio SteamBoost di Electrolux che con la funziona rigenerazione immette la giusta umidità promettendo così di rendere ogni portata come se fosse appena sfornata.
L'essiccatore elettrico della linea President firmata Tescoma  
Tra gli elettrodomestici meno presenti in cucina c'è l’essiccatore che invece è davvero utile nel caso in cui abbiamo frutta e verdura in eccesso: rimuovendo i liquidi dai vari ingredienti li conserva più a lungo. Oppure la tecnologia del confezionamento sottovuoto che prolunga in maniera considerevole i tempi di conservazione. Infine l'abbattitore di temperatura: un tempo prerogativa delle cucine professionali è oggi l'oggetto del desiderio di quelle domestiche; "attraverso il raffreddamento rapido di ogni genere di pietanza si evita la proliferazione batterica e la vita degli alimenti viene aumentata fino al 70 per cento, nel rispetto delle caratteristiche organolettiche e di consistenza dei cibi freschi", spiegano da Smeg.
Vitality System, il nuovo sistema Smeg composto da abbattitore di temperatura, cassetto per il sottovuoto e forno a vapore 
Altri invece seppur presenti vengono sfruttati poco: con il tritatutto ad esempio si possono lavorare tutti quegli ingredienti troppo secchi per essere utilizzati come preparare il pangrattato con il pane raffermo; un’idea che contribuisce a diminuire lo spreco di pane; la ricerca citata afferma infatti che ne gettiamo 20 grammi a settimana (un chilo all’anno pro capite).
Ma al primo posto degli alimenti che finiscono nel raccoglirifiuti c’è la frutta con 37 grammi settimanali (quasi 2 chilo ogni anno a testa). Se troppo matura oppure se i suoi scarti sono difficili da lavorare possono trasformarsi in gustosi frullati o zuppe con l'aiuto dei frullatori.
Il frullatore K400 di KitchenAid