Troppo belli per lasciarli fuori
di Francesca Gugliotta , di Francesca GugliottaDivani a righe in stile marinière, sedie a dondolo con strutture leggere e colorate, tavoli con basi scultoree. I mobili per esterni sono troppo belli per tenerli fuori, offrono performance tecniche e resa estetica, con intrecci di corde in polipropilene fatti a mano, imbottiture idrorepellenti extrasoft, materiali nobili e resistenti come il massello di iroko e le pietre naturali. Il tessile, in particolare, sta vivendo una grande evoluzione, con rivestimenti in filati sintetici waterproof ma morbidi come il cotone, ampie gamme cromatiche dalle palette ricche e vibranti, dettagli couture come le cuciture a rilievo e i profili personalizzabili in coordinato con il tessuto scelto.
Famiglie complete di pouf, coffee table, carrelli bar, perfino tappeti e abat-jour, sviluppate per resistere all’aria aperta: «I nuovi materiali, i tessuti e gli schiumati, ma anche i più recenti trattamenti per la salvaguardia dei metalli, permettono di lasciare gli arredi all’esterno tutto l’anno senza che si rovinino. Anche in caso di pioggia, non sarà più fonte di stress sapere di aver dimenticato fuori il divano o la poltrona, dopo dieci minuti saranno asciutti».
Soluzioni che connettono in&out, che rispondono al bisogno di evasione e di contatto con il verde, oggi più che mai: «Abbiamo scoperto l’importanza di riconnetterci con la natura, l’80 per cento della popolazione vive in città, ma non possiamo dimenticare che siamo “animali” e abbiamo bisogno di respirare per essere felici. Siamo stati confinati, ma, per parafrasare Bruno Latour, siamo tutti confinati sulla Terra, uno spazio finito da cui non possiamo fuggire e che dobbiamo quindi proteggere, amarlo perché è estremamente fragile».