Quanto conta la bellezza? Fino a che punto ne siamo influenzati? Di questo si parlerà nel primo live streaming della serie More than Monday, appuntamenti settimanali organizzati dallo IED a partire da lunedì 22 marzo 2021 alle 18.30 in cui diversi ospiti discutono scenari e prospettive della progettazione e del design.
Il titolo del primo live streaming sarà Why Beauty Matters. Protagonista Stefan Sagmeister, uno dei personaggi più influenti della comunicazione visiva contemporanea. Grafico e tipografo, creativo un po' rockstar – a vederlo sembra quasi di essere davanti a Nick Cave - Sagmeister ha sperimentato nel corso della sua carriera diversi percorsi dentro e fuori i confini della grafica e della comunicazione. A partire dalla sua passione per la musica, il motivo per cui a vent'anni decise di abbandonare l'azienda di famiglia per mettersi a disegnare copertine di dischi e poster per i concerti. Il tempo gli ha dato ragione, considerato che ha pensato cover per Rolling Stones, Jay-Z, Pat Metheny Group, e vinto due premi Grammy, uno per il packaging di “Everything That Happens Will Happen Today” della coppia Eno-Byrne e un altro per la raccolta “Once in a lifetime” dei Talking Heads.
Influenzato dal genio provocatorio e ironico di Tibor Kalman e dalla cultura punk degli anni Settanta – vedi il famoso poster ispirato all’autolesionismo di Sid Vicious che lo ritrae nudo con l’incisione “style=fart” – si trasferisce a New York nel 1993, dove apre il suo studio dando vita a prolifiche collaborazioni con artisti, manifesti al centro di polemiche come "Fresh Dialogue" e sperimentazioni che valicano i limiti del design, almeno nella sua accezione più ovvia. Come "The Happy Show", la mostra di design grafico più visitata della storia: una raccolta di infografiche, esperimenti e analisi che ruotano intorno alla domanda “cosa ci rende felici?”. Oppure “The Happy Film”, documentario ironico in cui Sagmeister interpreta se stesso mentre rincorre la felicità attraverso tre possibili strade - meditazione, terapia, farmaci – e registra le sue reazioni nel percorso.
Con Why Beauty Matters Sagmeister presenta esempi, aneddoti e immagini per discutere sull’effetto che la bellezza ha sulle persone. Alla domanda: può la bellezza alterare il nostro umore?, risponde citando un esperimento che ha messo a confronto i tweet di viaggiatori in transito in due stazioni ferroviarie di New York, Grand Central – costruita nel 1903, “bellezza edificante” – e Penn Station – nata negli anni ’70, “claustrofobica e opprimente”. I tweet da Grand Central tendevano a essere positivi, quelli da Penn Station, negativi. “Pessime architetture innescano pessimi umori”.
Poster, copertine, documentari, i lavori di Stefan Sagmeister
Il successivo incontro con More than monday è in programma il 12 aprile con Francesca Molteni, documentarista, regista e autrice di film legati al mondo del design e Fondatrice del Muse Factory of Projects. Negli incontri successivi, tra gli altri ci saranno Andrea Stillacci, Presidente e Fondatore di Herezie Group, agenzia pluripremiata al Festival di Cannes; Ugo La Pietra, architetto, designer e artista; Thomas Girst, manager culturale della BMW.
Per iscriversi agli eventi basta andare sulla piattaforma dedicata morethanmonday.ied.it. Tutti gli appuntamenti prevedono traduzione simultanea in italiano e inglese e la possibilità di interagire con gli ospiti attraverso interventi e domande.