Su il sipario: Maarten Baas al Fondaco dei Tedeschi
di Elisa Poli , di Elisa Poli"Era, ed è tuttora, un periodo di incertezza e paura. Le persone non sanno come reagire, cosa aspettarsi e quale sarà la nuova realtà con cui dovremo fare i conti", queste sono le parole di Maarten Baas, il cui progetto Second Act sarà svelato il 20 maggio alla Biennale di Venezia (fino al 21 novembre 2021, Fondaco dei Tedeschi, Calle del Fontego dei Tedeschi, entrata gratuita).
Famoso per il suo sguardo sugli eventi più attuali - subito dopo l'11 settembre presentò a New York Smoke, una collezione di mobili bruciati, e dopo la crisi finanziaria del 2008 lanciò la Real Time Series - il designer e artista olandese ha ricevuto premi per i suoi lavori al Salone del Mobile di Milano, ad Art Basel / Miami,alla Biennale d'Arte di Venezia. Second Act è un’installazione site-specific che permea tutto l'edificio del Fondaco, eretto nel 1228, dal quarto piano, alla corte fino alla porta d’acqua. Ideata co…
"Era, ed è tuttora, un periodo di incertezza e paura. Le persone non sanno come reagire, cosa aspettarsi e quale sarà la nuova realtà con cui dovremo fare i conti", queste sono le parole di Maarten Baas, il cui progetto Second Act sarà svelato il 20 maggio alla Biennale di Venezia (fino al 21 novembre 2021, Fondaco dei Tedeschi, Calle del Fontego dei Tedeschi, entrata gratuita).
Famoso per il suo sguardo sugli eventi più attuali - subito dopo l'11 settembre presentò a New York Smoke, una collezione di mobili bruciati, e dopo la crisi finanziaria del 2008 lanciò la Real Time Series - il designer e artista olandese ha ricevuto premi per i suoi lavori al Salone del Mobile di Milano, ad Art Basel / Miami,alla Biennale d'Arte di Venezia. Second Act è un’installazione site-specific che permea tutto l'edificio del Fondaco, eretto nel 1228, dal quarto piano, alla corte fino alla porta d’acqua. Ideata con lo scenografo Theun Mosk, vede in scena quattro lunghi sipari, sospesi nella corte interna del Fondaco dei Tedeschi, che celano una rappresentazione di cui non si conosce la trama. Diaframmi che suscitano interrogativi su cosa vedremo, evocando l'incertezza che abbiamo vissuto e ancora viviamo a causa della pandemia.
Infine, il Padiglione al quarto piano del Fondaco ospita Sweepers, della serie Real Time Clocks: stavolta in forma di orologi da camino, che vedono all’interno due uomini spazzare il quadrante, come a spazzare via anche i minuti in tempo reale. E a proposito, “la polvere è sempre presente come simbolo dello scorrere del tempo. Qualunque cosa accada, non si può fare altro che andare avanti” conclude Baas.