Un'idea nata durante il tempo silenzioso e lento del lockdown. «C’era assolutamente la necessità di immaginare un nuovo progetto colorato, leggero, divertente e perché no, anche gentile verso il pianeta», fanno sapere dal brand. Ed è così che l'art director Carolina Nisivoccia ha dato vita a una collezione spumeggiante: Atelier des Refusès. Il nome scelto per il progetto è un chiaro richiamo allo storico Salon des Refusés organizzato nel 1863 a Parigi per raccogliere le opere scartate dall’Accademia di Belle Arti.
Il progetto prende vita dalla sinergia con le migliori aziende internazionali di tessile per l’arredamento che mettono a disposizione campionari, tirelle e tagli inutilizzati. Ovvero tessuti di prima mano e di altissima qualità che non possono però essere utilizzati per divani e poltrone semplicemente per la dimensione o perché fuori produzione. E così Atelier des Refusés trasforma queste rimanenze tessili in un nuovo prodotto, attivando un piccolo progetto di economia circolare teso a prolungare la vita delle cose che già esistono, riducendo così la produzione di rifiuti.
Grazie a questo processo Carolina mescola tessuti e texture per creare cuscini grandi, piccoli e piccolissimi. Uno diverso dall’altro per accostamenti, colori e dimensioni. Le pezze sono utilizzate limitando tagli ed eccedenze con l'obiettivo “scarto zero”. Ed è proprio per questo che molti cuscini hanno dimensioni fuori dagli standard. Ogni cuscino è quindi un pezzo unico cucito a mano a Milano, pensato per vivere benissimo singolarmente. «Tanti, tutti insieme, sono ancora più belli», dicono dal brand, «una soffice e variegata famiglia piena di colori e di energia, espressione di ciò che Carolina ama chiamare biodiversità armonica».