Il triangolo magico di Poliform
di Manuela Mimosa Ravasio , di Manuela Mimosa RavasioLa storia è nota. Tre cugini (Alberto e Aldo Spinelli, Giovanni Anzani) che fondano un mobilificio, così si chiamava allora, nella Brianza degli anni Settanta, rilevando un’impresa di famiglia fondata nel 1942 con 35 dipendenti. Dopo 50 anni, Poliform è una realtà internazionale con 500 rivenditori nel mondo (180 in Italia), 700 dipendenti e un raggio d’azione che dallo spazio domestico si è allargato ad alberghi, luoghi pubblici e di lavoro. Eppure, quell’idea di lavoro e di saper fare di quegli anni, come documenta il libro celebrativo Time, Light, Space di Paolo Roversi, le cui foto saranno utilizzate nell’installazione multimediale che racconterà la storia dell’azienda di Inverigo nel set del Supersalone, non sembra cambiata molto. Gli stabilimenti, sette per la precisione, sono distanti a pochi chilometri l’uno dall’altro.
La storia è nota. Tre cugini (Alberto e Aldo Spinelli, Giovanni Anzani) che fondano un mobilificio, così si chiamava allora, nella Brianza degli anni Settanta, rilevando un’impresa di famiglia fondata nel 1942 con 35 dipendenti. Dopo 50 anni, Poliform è una realtà internazionale con 500 rivenditori nel mondo (180 in Italia), 700 dipendenti e un raggio d’azione che dallo spazio domestico si è allargato ad alberghi, luoghi pubblici e di lavoro. Eppure, quell’idea di lavoro e di saper fare di quegli anni, come documenta il libro celebrativo Time, Light, Space di Paolo Roversi, le cui foto saranno utilizzate nell’installazione multimediale che racconterà la storia dell’azienda di Inverigo nel set del Supersalone, non sembra cambiata molto. Gli stabilimenti, sette per la precisione, sono distanti a pochi chilometri l’uno dall’altro.
I tre cugini, del resto, sono molto rispettosi dei valori identitari di Poliform. Anche per questo, e nonostante sia un “salasso” come rivela Anzani, vengono ancora rispettati i “lunedì del falegname”. Una tradizione brianzola, di quando nel dopoguerra nessuno aveva la possibilità e il tempo di andare in ferie, e che concedeva vacanza per tutti il lunedì della terza settimana di agosto. «Può capitar di tutto, ma la produzione quel giorno si ferma».