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Foto di Giulia Riva 

Elena Salmistraro, designer: «l’evento come lo conoscevamo è solo un bel ricordo»

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Salone a giugno, che cosa cambia per lei?
«Per me come progettista non cambia molto, anzi, sotto certi aspetti posticipare di qualche mese una consegna è sempre una buona notizia, si ha più tempo per risolvere gli ultimi eventuali problemi, di testare ogni singolo aspetto ed evitare di arrivare all’esposizione con l’acqua alla gola. Dall’altro lato rimandare vuol anche dire traslare tutti gli appuntamenti, riconfigurare tutte le scadenze e rivedere tutti i progetti a lungo termine. È un problema di logistica che uno studio di progettazione può anche gestire con semplicità, mentre diventa sicuramente più complesso per le aziende e tutto il comparto che fa muovere questa grande macchina».

Presenterà le sue novità in anteprima o aspetterà le nuove date del Salone (7-12 giugno)?
«Lavorando principalmente per aziende credo che le prossime settimane saranno impegnate proprio nel prendere una …

Salone a giugno, che cosa cambia per lei?
«Per me come progettista non cambia molto, anzi, sotto certi aspetti posticipare di qualche mese una consegna è sempre una buona notizia, si ha più tempo per risolvere gli ultimi eventuali problemi, di testare ogni singolo aspetto ed evitare di arrivare all’esposizione con l’acqua alla gola. Dall’altro lato rimandare vuol anche dire traslare tutti gli appuntamenti, riconfigurare tutte le scadenze e rivedere tutti i progetti a lungo termine. È un problema di logistica che uno studio di progettazione può anche gestire con semplicità, mentre diventa sicuramente più complesso per le aziende e tutto il comparto che fa muovere questa grande macchina».

Presenterà le sue novità in anteprima o aspetterà le nuove date del Salone (7-12 giugno)?
«Lavorando principalmente per aziende credo che le prossime settimane saranno impegnate proprio nel prendere una decisone a riguardo. Sicuramente chi esporrà in Fiera non ha molte alternative, mentre chi aveva optato per un evento in città potrà decidere se e come variare la programmazione. Per quel che mi riguarda sono fermamente convinta che sia necessario e giusto posticipare la data e presentarsi a giugno più carichi che mai, e sono certa che sarà così per tutti».

L'assenza del Salone si è fatta sentire. Dopo due anni senza l'evento fieristico, pensa che ormai l'evento stesso vada rivisto?
«L’assenza del Salone è stata evidente e dannosa più che sul comparto design – che ha comunque saputo resistere all’urto, ed i risultati in un certo senso lo testimoniano – su tutto l’indotto che l’evento stesso genera sulla città. Vanno sicuramente apprezzati i tentativi fatti durante questi due anni, ovvero di mantenere viva l’iniziativa e soprattutto l’aver compreso che probabilmente l’evento, cosi come lo conoscevamo, rimarrà un bel ricordo. Quindi cedere all’immobilismo sarebbe un errore fatale a mio parere, bisogna cambiare, adattarsi, trasformarsi, senza ovviamente perdere entusiasmo e vigore. Credo che i veri punti della ripartenza siano legati all’utilizzo della tecnologia, e soprattutto all’apertura verso la città e gli spazi aperti. Aprile non è – e non può essere considerato –  un vincolo».