Due cocktail di Dispensa Desideri Il Colore del Grano, a Populonia
Due tendenze parallele per i giovani, che secondo un’indagine bevono meno ma meglio: andare alla ricerca dei locali con i drink più sofisticati, oppure far da sé fra le mura domestiche. Magari con un pratico aiuto professionale.
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Sempre meno e meglio. Secondo il report Enpaia-Censis, presentato a Vinitaly, sui consumi degli under 35 l’approccio al vino è cambiato tra gli italiani. E per quanto riguarda i cocktail, questa cultura del bere bene si sta diffondendo? Sì, secondo noi, che rileviamo due tendenze, entrambe caratterizzate da qualità, moderazione, e piacere, ovviamente. La prima vede diffondersi i cocktail bar dove si mangia e e si degustano drink creati su misura, del piatto e del cliente. Un esempio è “Dispensa Desideri: Il Colore del Grano”, cocktail bar e ristorante a Populonia, bellissimo borgo di origine etrusca, in provincia di Livorno. Qui troviamo Cristiano Demi, 26 anni, coproprietario, e la talentuosa Annalaura Vitiello al bancone: «il nostro è un posto dove vivere un’esperienza, dove c’è un’atmosfera fatta anche di persone, musica, stile nell’arredamento», racconta Demi, «Qui ci si può sedere e fare nuove conoscenze, farsi consigliare sul piatto e sul drink, osservare i gesti del bartender e magari ascoltare la storia di un distillato o di un cocktail».
Cristiano Demi al bancone di Dispensa Desideri Il Colore del Grano, a Populonia. Ogni cocktail è un mix tra i migliori ingredienti locali e internazionali La filosofia di Demi è “glocal”: «i migliori ingredienti del mondo mixati con le eccellenze locali, come Din’s Gin di Bolgheri. E sempre, se possibile, a zero sprechi». Un drink bestseller nella loro carta è il profumato e dissetante “No Rose on Mary”, con Noon, gin da ricetta italiana che in modo scenografico da viola diventa rosa a contatto con l’acido del lime in ricetta, e poi con liquore di di bergamotto, rosolio e rosmarino. La seconda tendenza, accelerata dalla pandemia, è quella di bere a casa. Ma con soluzioni smart.
Sono quattro i drink in edizione limitata, firmati Pistolesi, che celebrano la collaborazione tra Nio Cocktails e Amaro del ciclista
«Prima ancora del lockdown, nel 2017, mi sono accorto che con due figli piccoli la vita sociale si era incentrata fra le mura domestiche», racconta Luca Quagliano, fondatore con Alessandro Palmarin di Nio Cocktails, «si moltiplicavano le cene insieme, a cui magari seguiva la voglia di un alcolico più forte. Di solito ci si limita a un amaro, a un limoncello, ma perché, visto che di solito non si va al bar per ordinarne uno? È che per fare i cocktail bene ci vogliono molti ingredienti, e anche chi ha tutto il necessario, non è detto che abbia la capacità». Nascono così i cocktail in busta Nio (acronimo di needs ice only) che in pochi gesti assicurano un drink perfetto perché tutte le ricette sono firmate dal mixologist Patrick Pistolesi – fondatore del Drink Kong (Roma), al 19° posto fra i 50 Best World’s Bar, primo fra quelli in Italia – e gli ingredienti sono di qualità massima. Con un occhio al design e alla sostenibilità: «il packaging è colorato, elegante, fatto per incuriosire. E riciclabile, con carta certificata Fsc e plastica al 45 per cento vegetale», conclude Quagliano. Un altro modo di diffondere la cultura del cocktail.
Il mixing set North Tide, design Luigi Massoni e Carlo Mazzeri per Alessi, ha tutto il necessario per preparare i cocktail a casa Negroni, Martini Dry e Cosmopolitan: i cocktail ready to drink di Peck, con veste grafica di Gianluca Biscalchin Creati in collaborazione con i migliori bartender di New York, i carrelli-bar di Usm Haller. Qui quello firmato da Ivy Mix La madia Quadrotto di Riflessi, con interni in noce canaletto e ripiani in cristallo, diventa un vero e proprio mobile bar