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Gallina: “Mi ispirano la matita e la mattina”

La poltrona Curve di Poliform, in questa versione con struttura in olmo nero e rivestimento in tessuto bianco. Molti rivestimenti e finiture alternativi 
Il progettista francese trova i suoi spunti migliori nelle prime ore del giorno e sulla pagina bianca, anche digitale; non ama l’effimero e per questo predilige i rapporti lunghi, come quello con Poliform
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«Arrivo in studio la mattina presto per disegnare. Sono le ore migliori, i rumori ancora non ci sono e la concentrazione è al massimo. Per anni ho avuto quaderni su cui facevo i miei schizzi in matita o con una penna nera dalla punta molto fine. Mi piaceva aprirli, visualizzare la pagina bianca, creare i primi segni, era quasi un rito. Oggi uso un iPad pro perché è più facile condividere le mie bozze con i collaboratori o fare correzioni, ma sono stupito di come questi supporti tecnologici sappiano riprodurre perfettamente il segno della matita sulla carta. Una cosa per me fondamentale, senza contare che rimane la gestualità della mano libera».

Emmanuel Gallina parla dal suo studio di Bordeaux: ha lasciato Parigi e Milano (dove per anni ha insegnato alla facoltà di Design del Politecnico), e cercato una casa in piena natura, per ritrovare quelle che lui definisce le “cose essenziali” anche nel processo che porta alla r…

«Arrivo in studio la mattina presto per disegnare. Sono le ore migliori, i rumori ancora non ci sono e la concentrazione è al massimo. Per anni ho avuto quaderni su cui facevo i miei schizzi in matita o con una penna nera dalla punta molto fine. Mi piaceva aprirli, visualizzare la pagina bianca, creare i primi segni, era quasi un rito. Oggi uso un iPad pro perché è più facile condividere le mie bozze con i collaboratori o fare correzioni, ma sono stupito di come questi supporti tecnologici sappiano riprodurre perfettamente il segno della matita sulla carta. Una cosa per me fondamentale, senza contare che rimane la gestualità della mano libera».

Emmanuel Gallina parla dal suo studio di Bordeaux: ha lasciato Parigi e Milano (dove per anni ha insegnato alla facoltà di Design del Politecnico), e cercato una casa in piena natura, per ritrovare quelle che lui definisce le “cose essenziali” anche nel processo che porta alla realizzazione di un oggetto. Nessuna postura nostalgica, anzi, la sua idea del design, e della professione del designer, è contemporanea e globale, capace di unire diverse competenze. «Oggi il designer non deve più solo disegnare il singolo prodotto. È necessario portare in azienda qualcosa che sia coerente a una visione più complessa, alla storia stessa del marchio, alla sua identità o al mercato di riferimento. Per questo ci vuole molta ricerca a monte, e un dialogo stretto, continuo, con le diverse professionalità di un’azienda. Per piccole realtà io mi sono occupato anche della direzione artistica, lavorato all’immagine coordinata. Il designer oggi deve saper lavorare nella complessità per non cadere nell’effimero.

Il designer francese Gallina 
Anche per questo io amo avere collaborazioni durature durante le quali si può costruire la necessaria fiducia alla base di ogni processo progettuale». L’esempio più eclatante sono i suoi più di dieci anni per Poliform, con alcuni dei suoi pezzi, come lo scrittoio Concorde o la sedia Grace, entrambi del 2009, che sono ancora dei best seller. «Per me è una questione di valori ed etica. La qualità è un percorso che richiede tempo. La collezione Curve (poltrona, tavolo e letto, ndr), per esempio, ha richiesto almeno quattro anni per dare forma sul nostro concetto di leggerezza.
Due madie in rovere della collezione Symphony disegnate da Emmanuel Gallina per Poliform 
Su come sottrarre materia mantenendo eleganza e confort. Ma ci vuole cura anche nel rapporto con le maestranze. Nelle aziende italiane del design c’è una profonda cultura produttiva. La passione che ci si mette per analizzare ogni dettaglio, trovare soluzioni formali e funzionali. È la fase del mio lavoro che preferisco. Momenti che mi permetto di definire belli perché danno il senso a quello che stiamo facendo».
Ed è forse questa “passione” che gli ha fatto guadagnare il 2022 Wallpaper Design Award (premio che aveva ricevuto altre due volte) per la madia Symphony di Poliform. Materiali e lavorazioni accurate, dettagli e finiture dal valore artigianale. «Il paradosso che investe la contemporaneità è quello di creare nuovi oggetti in un mondo in cui c’è un’evidente sovraproduzione. Io penso che il senso di un oggetto oggi dipenda dalla cultura che riesci a mettere dentro.
Versione lunga con vano a giorno della madia Symphony di Poliform. Struttura in rovere gold e piano in marmo zecevo levigato 
E per cultura intendo anche quel “saper fare”, quella ricerca e quel dialogo di competenze a cui accennavo prima. In questo modo ciò che realizziamo prende un valore diverso, come sono le storie senza tempo».