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Per le collezioni non è più tempo di mode

Un esemplare della collezione di giocattoli di Gianni Marangoni 
La passione è sempre tanta, le risorse economiche diminuiscono, la competenza aumenta. Dall'osservatorio privilegiato di Mercanteinfiera Ilaria Dazzi parla di come sta cambiando il fenomeno
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Un mondo difficile per chi si avvicina da outsider. Eterogeneo e in continuo mutamento. È quello dei collezionisti, che Ilaria Dazzi, Exhibiotion director di Mercanteinfiera, prova a raccontare, svelandone i retroscena. «Il collezionista per me è colui che ha bisogno di ricercare oggetti che sono in grado di narrare una storia al di là della loro funzione. E di scoprire dimensioni temporali lontane, che difficilmente potrebbero essere indagate e intese nella loro interezza attraverso un semplice libro di storia.» Dal più inesperto al più celebre, sono due i sentimenti che accomunano tutti i collezionisti: la curiosità di comprendere un oggetto nella sua completezza. E la passione per un tema, un periodo, una figura. Il contenuto della propria collezione è direttamente collegato ad un ricordo, ad un’esperienza diretta. «Quello del collezionista è un viaggio esperienziale, che ha quasi sempre origine o in un percorso lavorativo o in uno personale. Durante il quale il collezionista è in grado soddisfare una natura che nella quotidianità non riesce ad esprimere», spiega Ilaria Dazzi. E continua: «Da quando ho iniziato ad occuparmi in maniera diretta di Mercanteinfiera ho visto modificarsi moltissimo questo settore. Siamo passati da un collezionismo dettato dalle mode del momento ad un collezionismo, che mi permetto di definire, estremamente consapevole.» I mass media continuano ad influenzare in parte gli acquisti. Ma ad oggi il collezionista ha molti più strumenti per poter decidere su quale tematiche concentrarsi, grazie allo sviluppo dei mezzi tecnologici e della capacità conoscitiva. «Lo stesso Mercanteinfiera mette a disposizione per il visitatore la figura dell’esperto a cui fare le proprie domande gratuitamente. La gamma di coloro che hanno conoscenze nel settore dell’arte e affini è talmente ampia che non è difficile intercettare qualche specialista relativo all’argomento che si vuole approfondire», sottolinea la Dazzi.

Ilaria Dazzi, Exhibition director di Mercanteinfiera, punto di riferimento per il mondo del collezionismo 

Per la maggior parte dei collezionisti sono diminuite le risorse economiche. Gli investimenti, ad oggi, sono estremamente attenti. «In questo momento storico gli acquisti che vengono fatti sono molto mirati. A volte il contatto con l’espositore che presenta l’articolo avviene già ben prima della fiera. Spesso sono gli stessi espositori che contattano i possibili acquirenti per suggerire di aspettare un determinato evento per acquistare un oggetto.» Le comunicazioni più facili e accelerate, hanno portato ad un’agevolazione delle trattative per gli acquisti e ad una maggiore diffusione dell’attività. Con il passare del tempo sono cambiati gli interessi e con loro anche gli oggetti più ricercati. Il mondo legato ai giochi e ai videogiochi sta prendendo sempre più spazio. Lasciando indietro oggetti che appartengono al settore della scrittura, come penne o strumenti per la grafia. La categoria che funziona di più è quella dell’accessorio. È sicuramente più facile da collezionare da un punto di vista dello spazio occupato, rispetto ad oggetti come i mobili o le automobili. La tendenza del momento? «Mi sentirei di parlare di un collezionismo atipico, ibrido, che non è fatto di un tema unico o di una specificità. Ma è un collezionismo di oggetti insoliti e particolari, che magari hanno una grandissima storia da raccontare, un percorso lunghissimo di “vita”, ma che non sono riconducibili né all’accessorio né all’arredo né al gioiello. Un collezionismo che va oltre il genere», conclude la Exhibiotion director di Mercanteinfiera.