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TipStudio: "Ci piace il laboratorio e sporcarci le mani"

Tommaso Lucarini e Imma Matera, fondatori di TipStudio (foto Nicolò Panzeri) 
L'emozione del sud e la praticità della scultura toscana si sono incontrate con l'approccio sperimentale di Imma Matera e Tommaso Lucarini. In un fertile dualismo creativo
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Design, artigianato e collezionismo. Materiale e immateriale. Indagini territoriali, studi antropologici, arte e poesia. È un equilibrio di fattori apparentemente contrastanti ma in realtà complementari quello che è alla base di TipStudio, fondato a Firenze a inizio pandemia da Imma Matera e Tommaso Lucarini e oggi attivo in diversi settori, dal product design al design da collezione, dall’autoproduzione alla direzione artistica. Fattori che, forse inevitabilmente, sono lo specchio delle sensibilità dei due giovani designer, coppia sia sul lavoro che nella vita privata. «Imma, di certo influenzata anche dalla storia e dal folklore della sua città di origine, Matera, ha una sensibilità poetica e narrativa e porta al progetto una visione più emozionale», spiega Tommaso Lucarini, «io invece vengo da una famiglia di artigiani, sono originario di Pietrasanta, dove si lavora molto la scultura, e contribuisco in maniera…

Design, artigianato e collezionismo. Materiale e immateriale. Indagini territoriali, studi antropologici, arte e poesia. È un equilibrio di fattori apparentemente contrastanti ma in realtà complementari quello che è alla base di TipStudio, fondato a Firenze a inizio pandemia da Imma Matera e Tommaso Lucarini e oggi attivo in diversi settori, dal product design al design da collezione, dall’autoproduzione alla direzione artistica. Fattori che, forse inevitabilmente, sono lo specchio delle sensibilità dei due giovani designer, coppia sia sul lavoro che nella vita privata. «Imma, di certo influenzata anche dalla storia e dal folklore della sua città di origine, Matera, ha una sensibilità poetica e narrativa e porta al progetto una visione più emozionale», spiega Tommaso Lucarini, «io invece vengo da una famiglia di artigiani, sono originario di Pietrasanta, dove si lavora molto la scultura, e contribuisco in maniera più pratica».
Esattamente al centro c’è TipStudio con il suo approccio sperimentale: con le sue creazioni scultoree e dal contenuto narrativo che partono sempre dalla ricerca sui materiali e da un confronto con il territorio. Oggetti dalla forte identità che spesso giocano sui contrasti e vogliono generare esperienze sensoriali. «Siamo due curiosi con una profonda attrazione fisica per la materia; per noi anche gli scarti di laboratorio sono spunti progettuali», dice Tommaso. «Nel rapporto con il materiale ci incuriosisce soprattutto la possibilità di lavorarlo in modo inusuale», conferma Imma. «Come nella collezione Disrupted Stability in collaborazione con Studio F: un tavolo basso, uno specchio e una consolle ispirati all’architettura brutalista e realizzati in legno di larice carbonizzato», continua la designer.

Collezione Disrupted Stability, in collaborazione con StudioF. In legno di larice carbonizzato 
Un condensato di sensazioni. «C’è sia un aspetto concettuale legato al cambiamento climatico che un feeling sensoriale», spiega Tommaso: «dall’olfatto, visto che gli oggetti hanno un odore acuto di legno bruciato, fino al tatto e alla vista». Altro esempio è la collezione Secondo Fuoco in cui, spiega Imma Matera, «abbiamo utilizzato le scorie di fusione del bronzo raccontando in modo inedito questo materiale di solito conosciuto come lucido e freddo».

La collezione Secondo Fuoco combina il bronzo e la scoria di fusione, la massa schiumosa che affiora sul metallo fuso 
Un dualismo, quello di TipStudio, che torna anche quando si parla dei grandi maestri che hanno influenzato il percorso dei due creativi: per lei Enzo Mari, «con il suo sapersi sempre reinterpretare e il forte legame con l’artigianato», e per lui, per l’aspetto sperimentale e artistico, Gaetano Pesce, di cui è stato anche allievo a New York.

Perfettamente d’accordo, infine, su quello che non deve mai mancare nei loro progetti. «Per ogni cosa che facciamo, che sia un prodotto per un’azienda o per il collectible, ci piace sporcarci le mani. Per noi l’incontro in laboratorio è fondamentale. Così come provare a produrre in modo responsabile, evitando sprechi di materiale e ottimizzando i processi».