Sottsass/Spazzapan: una mostra che racconta l'incontro di due grandi artisti
di Maria Carlotta Mattedi , di Maria Carlotta MattediEttore Sottsass e Luigi Spazzapan. Due personaggi diversi per origine, formazione e destino. Ma le cui strade si sono incrociate per un certo periodo a Torino. Un incontro raccontato e ripreso più volte, ma mai concretamente documentato. Per questo, dal 16 dicembre al 30 aprile del prossimo anno, sarà presentata la mostra Sottsass/Spazzapan, alla galleria regionale d’arte contemporanea Luigi Spazzapan a Gradisca d’Isonzo, vicino a Gorizia.
L’italo-sloveno Spazzapan, già artista con una carriera alle spalle, arriva nel capoluogo piemontese nel 1928. Non è un momento semplice. Per motivi politici viene bocciato il suo progetto per la decorazione murale del padiglione della chimica all’Esposizione univers…
Ettore Sottsass e Luigi Spazzapan. Due personaggi diversi per origine, formazione e destino. Ma le cui strade si sono incrociate per un certo periodo a Torino. Un incontro raccontato e ripreso più volte, ma mai concretamente documentato. Per questo, dal 16 dicembre al 30 aprile del prossimo anno, sarà presentata la mostra Sottsass/Spazzapan, alla galleria regionale d’arte contemporanea Luigi Spazzapan a Gradisca d’Isonzo, vicino a Gorizia.
L’italo-sloveno Spazzapan, già artista con una carriera alle spalle, arriva nel capoluogo piemontese nel 1928. Non è un momento semplice. Per motivi politici viene bocciato il suo progetto per la decorazione murale del padiglione della chimica all’Esposizione universale. E gli viene ritirato il passaporto. Esce dall’isolamento grazie ai rapporti con i critici d’arte Edoardo Persico e Lionello Venturi. Inizia a realizzare le illustrazioni per la Gazzetta del Popolo. I suoi disegni rivelano evocazioni espressioniste, nei dipinti esplode il colore. L’ispirazione arriva dalla Francia, da Matisse. Sono molti i giovani che vedono in Spazzapan una figura di riferimento, tra cui il trentino Ettore Sottsass. Figlio d’arte, studia architettura al Politecnico di Torino e a metà degli anni Trenta inizia a frequentare lo studio del pittore. Rimane affascinato dalla sua arte e dalla sua personalità. I pomeriggi trascorsi con Spazzapan, “un maestro che non si atteggia da insegnante”, gli fanno acquisire una metodologia, lo allenano ad un continuo interrogarsi sul senso della pittura e sul significato di disegno e colore. Quella di Spazzapan è un’eredità percepibile nei progetti dell’architetto.