Inverno, com'è dolce indugiare a letto
di Ludovica Stevan , di Ludovica StevanSi narra che, poco prima della sua scomparsa, William Shakespeare fece scrivere che avrebbe lasciato in eredità alla moglie Anne, “il secondo miglior letto di casa”. Un lascito curioso, che però va interpretato: non era infatti un dono di ripiego, quello che William lasciava alla moglie, ma il loro letto matrimoniale, da sempre simbolo della felicità coniugale. Infatti il “primo miglior letto” era invece quello riservato agli ospiti. Un lascito che aveva un alto valore simbolico, ma anche materiale, perché i letti all’epoca erano molto costosi. In questi anni il letto si è trasformato in un luogo tuttofare dove guardare la tv, leggere, giocare, mangiare e persino lavorare. Basti solo pensare al periodo pandemico.
Si narra che, poco prima della sua scomparsa, William Shakespeare fece scrivere che avrebbe lasciato in eredità alla moglie Anne, “il secondo miglior letto di casa”. Un lascito curioso, che però va interpretato: non era infatti un dono di ripiego, quello che William lasciava alla moglie, ma il loro letto matrimoniale, da sempre simbolo della felicità coniugale. Infatti il “primo miglior letto” era invece quello riservato agli ospiti. Un lascito che aveva un alto valore simbolico, ma anche materiale, perché i letti all’epoca erano molto costosi. In questi anni il letto si è trasformato in un luogo tuttofare dove guardare la tv, leggere, giocare, mangiare e persino lavorare. Basti solo pensare al periodo pandemico.