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L'arte slow dell'intreccio

foto Giulia Pilato 
Il brand marchigiano Bottega Intreccio presenta le creazioni realizzate grazie al recupero di un antico savoir-faire tutto italiano
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Bottega Intreccio, impresa radicata nella sua storia e nel territorio marchigiano, ha presentato a Milano, nella bella cornice di Fioraio Bianchi caffè, diversi prodotti del mondo fashion e dell’interior design, tutti realizzati seguendo un approccio "slow" e che valorizzi l’antica arte dell’intreccio.

foto Giulia Pilato 
La sede dell'azienda si trova a Mogliano, in provincia di Macerata, all’interno di una storica struttura dall’aspetto affascinante che,  come un forte medievale, racchiude al suo interno tesori artigianali dalla manifattura sopraffina. Casa Bottega è diventata la sede non solo di progetti d’arredo ma anche di collaborazioni che inseriscono l’atelier in un panorama che spazia dalla moda all’architettura.  

foto Giulia Pilato 
Il fil rouge del brand, capitanato dal ceo Gianluca Maurizi, sottolinea l’intreccio tra storia e contemporaneità. 

Difatti questo fattore è alla base del progetto di scuola Carteca che permette ai giovani intrecciatori di portare un’ondata di freschezza e cambiamento ad una pratica secolare. Ogni artigiano in erba è affiancato da uno esperto che tramanda la sua sapienza affinché la dimensione della bottega possa essere tramandata ai posteri. 

foto Giulia Pilato 
Gianluca Maurizi e il duo creativo di Angelettiruzza Design hanno illustrato come il senso di famiglia e del territorio siano i pilastri della comunità della filiera dell’artigianato marchigiano, dando anche linfa nuova a imprese la cui eredità altrimenti sarebbe andata perduta. 

foto Giulia Pilato 
L’impegno, la devozione, e anche la meraviglia che ciò venga riconosciuto, sono visibili negli sguardi di questo gruppo di imprenditori che hanno iniziato tutto quasi per gioco. Silvana Angeletti, alla direzione creativa del brand, ha espresso come essere arrivati a Milano sia un importante traguardo.

A Milano Bottega Intreccio ha allestito nello spazio espositivo oggetti di design come il lampadario “Antonym” di Silvia Stella Osello, realizzato in midollino e decorato in rafia, o il ventaglio “Gigì” di Silvia Belli e la borsa di Fendi in salice creata per la collaborazione “Hand in Hand” nel 2020. 

Nell’ampio salone adagiato sul divano “Milli” di Angelettiruzza Design si poteva ammirare “Picnic” di Maurizio Bernabei, che a primo sguardo poteva sembrare un tipico cesto di vimini ma che al suo interno rivelava un doppio specchio pronto ad adornare un pittoresco boudoir.

Dalle sedute ad ala di pavone come “Silene”, con un aspetto Liberty trasportato nell’età contemporanea, al contenitore a forma di sasso “Shizè” di Setsu e Shinobu Ito, Bottega Intreccio ha fatto intraprendere allo spettatore un indimenticabile viaggio tra craft design e savoir-faire tutto italiano.