Traghettatori di progetti
di Francesca Gugliotta , di Francesca GugliottaOperano dietro le quinte e lontani dai riflettori, ma sono i veri, grandi, protagonisti del settore arredo, perché senza di loro i progetti resterebbero idee, schizzi, inchiostro su carta. Sono i centri ricerca e sviluppo, dipartimenti chiave che interpretano le proposte dei designer e li traducono in progetti ingegnerizzabili e producibili su scala industriale. Crocevia di informazioni, i centri ricerca e sviluppo si interfacciano con i designer esterni, con la direzione creativa, la produzione, il marketing, i fornitori. Ma non solo. Sono anche gli autori anonimi di innumerevoli arredi, come accade per esempio in Poliform: «Proponiamo un’offerta completa per la casa, ma l’azienda nasce come produttrice di sistemi, è la nostra specializzazione, quindi ci viene naturale progettare internamente cucine, librerie e armadi», racconta Marco Spinelli, product manager dell’azienda. «Il nostro centro ricerca e sviluppo è suddiviso …
Operano dietro le quinte e lontani dai riflettori, ma sono i veri, grandi, protagonisti del settore arredo, perché senza di loro i progetti resterebbero idee, schizzi, inchiostro su carta. Sono i centri ricerca e sviluppo, dipartimenti chiave che interpretano le proposte dei designer e li traducono in progetti ingegnerizzabili e producibili su scala industriale. Crocevia di informazioni, i centri ricerca e sviluppo si interfacciano con i designer esterni, con la direzione creativa, la produzione, il marketing, i fornitori. Ma non solo. Sono anche gli autori anonimi di innumerevoli arredi, come accade per esempio in Poliform: «Proponiamo un’offerta completa per la casa, ma l’azienda nasce come produttrice di sistemi, è la nostra specializzazione, quindi ci viene naturale progettare internamente cucine, librerie e armadi», racconta Marco Spinelli, product manager dell’azienda. «Il nostro centro ricerca e sviluppo è suddiviso per tipologia di prodotto, e si articola in ufficio e laboratorio: l’ufficio si occupa della ricerca dei fornitori, dei disegni tecnici, del design e dello sviluppo prodotto, il laboratorio invece realizza i prototipi. In questo dipartimento lavorano circa quaranta persone con diverse specializzazioni: gli architetti per il design, il reparto ingegneria che sviluppa i disegni 3D, gli ebanisti che creano i prototipi in legno, gli artigiani per la parte imbottita, le sarte per i tessuti e le cuciture». È un lavoro di team: «Si parte dal confronto dialettico con il designer e, in modo corale, ognuno con il proprio know-how, lavoriamo sui diversi aspetti del prodotto, seguendo un processo che va da un minimo di un anno fino ai tre anni per sviluppare le proposte più complesse, che necessitano di più prototipi, prove, ricerche e test». La genesi di un prodotto non può essere sintetizzata in una sequenza lineare di fasi, come sottolinea Marco Spinelli di Poliform, «ma è un flusso, un’energia che non si ferma mai. Perfezionato il primo prototipo, si dà inizio a un “tira e molla”, che dura tutto l’anno, in cui il designer esprime le sue volontà progettuali e artistiche e noi, da parte nostra, presentiamo le nostre necessità industriali e commerciali. È un processo intenso che diventa fluido e naturale quando si lavora in modo continuativo e da molto tempo con una rosa ristretta di designer, come nel nostro caso con Jean-Marie Massaud, Emmanuel Gallina, Marcel Wanders e Carlo Colombo, con i quali c’è una forte intesa».