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Ikea: ottant'anni di design democratico

La mostra Ikea Through the Ages accompagna i visitatori in un viaggio alla scoperta della storia dell'azienda dagli anni Cinquanta a oggi

 
Il colosso svedese festeggia otto decadi con due nuove mostre. A raccontarle, Mats Nilsson, curatore dell’Ikea museum
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È il 28 luglio 1943 quando Ingvar Kamprad, a soli di 17 anni, registra la sua prima attività commerciale. La chiama Ikea, acronimo delle sue iniziali, di Elmtaryd, la fattoria svedese in cui vive, e di Agunnaryd, dove lavora. All’inizio importa e vende penne e fiammiferi, poi, dal 1948, distribuisce mobili semplici e per tutti, democratici, da montare fai-da-te a casa. «Perché i bei prodotti sono accessibili solo a pochi privilegiati?», sostiene Kamprad, «dev’essere possibile offrire funzionalità e buon design a prezzi bassi».

Ingvar Kamprad, fondatore di Ikea

 

Per celebrare l’ottantesimo anniversario del colosso svedese, l’Ikea Museum, che si trova ad Älmhult, dove sorgeva il primo negozio Ikea del 1958, inaugura due nuove aree espositive: Ikea through the ages e Hej Ingvar!.

Mats Nilsson, curatore dell’Ikea museum e della mostra Ikea through the ages che celebra l’ottantesimo anniversario del colosso svedese

 

«Il museo di Ikea nasce nel 2016», racconta Mats Nilsson, curatore dell’Ikea museum e della mostra Ikea through the ages. «Lo spazio espositivo oggi si articola in quattro aree: una sezione storica che racconta le radici di Ikea, una parte che spiega il Democratic Design e come sviluppiamo i prodotti, e poi le due novità, Hej Ingvar!, la mostra su Ingvar Kamprad, attraverso testimonianze inedite di chi lo ha conosciuto, e Ikea through the ages, un viaggio nel tempo dagli anni Cinquanta a oggi».

Il museo di Ikea ad Älmhult, in Svezia, è stato rinnovato per celebrare gli 80 anni del marchio

 

Ikea through the ages, curata da Mats Nilsson, si sviluppa seguendo una narrazione visivamente d’impatto, con oggetti, mobili, maxi grafiche, immagini, video: «Abbiamo ricostruito gli interni arredati con i mobili delle diverse decadi, così, passeggiando per il museo, si coglie come è cambiato il modo di arredare casa e come si sono evolute le esigenze abitative. Ma non solo. Il percorso contestualizza gli arredi e li lega agli avvenimenti storici più importanti di ogni decennio: si va dal boom economico degli anni Cinquanta-Sessanta agli Hippies degli anni Settanta, dal consumo edonistico anni Ottanta, ben sintetizzato dalle serie tv americane Dallas e Dynasty, al minimalismo degli anni Novanta, dagli attacchi terroristici dell’11 settembre alla pandemia, periodi in cui la casa è diventata un nido in cui rifugiarsi».

Tra i prodotti in mostra, rappresentativi delle diverse decadi, ci sono il tavolino Lövet degli anni Cinquanta, rieditato nel 2010, il primo prodotto progettato da Ikea per essere spedito smontato, in una confezione piatta, da costruire fai-da-te; il sistema di mensole componibili Ivar degli anni Sessanta, tuttora in produzione; il divano Klippan, lanciato negli anni Ottanta, un classico ancora oggi amato per la sua comodità e semplicità, e la sedia per bambini Mammut, degli anni Novanta, coloratissima, durevole e leggera, facile da pulire e adatta anche agli esterni (leggi anche Buon compleanno Billy).
«Uno dei primi arredi venduti da Ikea è la poltrona bergère Mk, una seduta imbottita con rivestimento tessile, morbida e confortevole, pubblicata a pagina 20 del primo catalogo del 1951 (https://ikeamuseum.com/en/explore/ikea-catalogue/1951-ikea-catalogue/). La Mk è stata poi rivisitata e rilanciata nel 2013 con il nome di Strandmon, pubblicata nella cover del catalogo del 2013 e tuttora in vendita».

La sedia Karusell e il tavolo Katinka, 1968

 

Attraverso la mostra, Mats Nilsson ripercorre come si è evoluto il design di Ikea nelle decadi: «Gli anni Sessanta sono stati il decennio dei mobili in plastica, leggeri, resistenti e gioiosi. Nel 1973, in seguito alla crisi petrolifera, Ikea accantona la plastica e scommette sul pino, un legno solitamente non utilizzato per l’arredamento, perché considerato di bassa qualità rispetto al teak e al rovere. I Settanta sono anche gli anni dei movimenti giovanili, della voglia di colore e di stampe originali, così Ikea sviluppa il reparto tessile proponendo tendaggi e rivestimenti nelle fantasie in voga.

Nell'Ottanta c’è la rivoluzione Memphis, e anche Ikea si lascia sedurre dai colori primari e dai mobili specchiati. Negli anni Novanta, con l’avvento dei primi personal computer, Ingvar Kamprad si concentra sulle soluzioni per archiviare e contenere; parallelamente, si sviluppa l’urbanizzazione, le case diventano sempre più piccole e i metri quadrati sempre più costosi. Così, sempre interpretando le esigenze della gente, Kamprad invita i suoi designer a sviluppare soluzioni salvaspazio e oggetti per migliorare la vita delle famiglie con bambini».

Nel 1995 il brand presenta il Democratic Design, un manifesto di progettazione e sviluppo prodotti che ruota intorno a cinque dimensioni: funzione, forma, qualità, sostenibilità e basso prezzo: «Nel 2010 la sostenibilità diventa un valore imprenscindibile, e l’azienda ripensa la sua produzione in chiave circolare. Dal 2014 le nostre cucine sono personalizzabili e su misura, grazie a sistemi da comporre come tetris. Nell’ultimo decennio, Ikea ha presentato diverse collaborazioni con brand di altri settori, celebrity e studi di design di fama internazionale, per arredi e creazioni da collezione, ma sempre accessibili a tutti».

La copertina del catalogo Ikea del 2013

 

Il viaggio nella storia del colosso svedese arriva ai nostri giorni: «La grande novità, non ancora pubblicizzata in tutti i mercati, è Nytillverkad, le riedizioni degli oggetti cult di Ikea degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, riproposti in nuovi colori contemporanei, per festeggiare gli ottant’anni del brand con tutti i clienti nel mondo».

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