Clayton di Ragno gioca con decorazioni a pattern geometrici e floreali che prendono ispirazione dal mondo dei tessuti e dei damaschi
Il relax dell’acqua diventa più prezioso
di Valentina FerlazzoPavimenti come tappeti moreschi, rivestimenti a parete con effetto wallpaper, variopinti mosaici, boiserie in ceramica che sembrano bassorilievi. No, non siamo in salotto ma in bagno. La rivoluzione, che vede la stanza più intima della casa trasformarsi da ambiente puramente di servizio a regno del wellness domestico, è già in atto da diverso tempo, ma oggi conosce un’ulteriore accelerazione perché scopre l’ornamento come valore qualificante della progettazione.
Un coupe de theâtre che sta tutto nei materiali impiegati con una doppia finalità: decorativa ma anche funzionale, poiché in un ambiente così complesso, spesso piccolo e che non lascia troppa libertà agli architetti, i rivestimenti possono far percepire più ampi gli spazi ed esaltare la luce naturale.
Il decoro in mosaico di vetro Bisazza della linea Lyre Verte di Vincent Darré (foto Tom Kurek)
Dopo anni di soluzioni tono su tono, si torna quindi a osare con superfici che si trasformano in campi di sperimentazione artistica. «La stagione del minimalismo puro e radicale sta vivendo un momento poco florido», conferma Rossella Bisazza, direttrice della comunicazione dell’omonimo marchio, che ha saputo reinterpretare in chiave moderna il mosaico, la cui vocazione decorativa è inscritta nel dna. «Lo trovo più che naturale in questo particolare periodo storico in cui si desidera circondarsi di elementi ricchi di suggestioni emotive, che donano ottimismo e gioia di vivere. A partire dal bagno». Perché? «La riscoperta della decorazione aiuta a costruire un microcosmo che ad esempio può rendere più gradevole il risveglio facendoci cominciare la giornata con l’umore giusto». A tutto colore con Bottega d’Arte, il progetto di Iris Ceramica dedicato ai rivestimenti in pasta rossa
Come si spazza via il grigiore e la monotonia?
«Cedendo alla varietà di dimensioni tattili e cromatiche, il che significa anche accostare diversi materiali come il marmo e il mosaico. Spesso si tende a pensare che l’uno escluda l’altro, ma non è così: si esaltano a vicenda. E poi bisogna giocare con i colori».
Ci può fare qualche esempio?
«Non bisogna avere paura di sbagliare. La collaborazione di Bisazza con la designer India Mahdavi insegna che è possibile armonizzare nuance all’apparenza inavvicinabili. L’effetto scenografico si garantisce non solo con tinte pop o gamme cromatiche più scure, ma anche con un concerto di forme e pattern. Chi non vuole esagerare può esaltare solo un angolo, come la doccia; i più audaci invece rivestire l’interno ambiente».
Un esempio?
«Lo stile botanico, simbolo della voglia di recuperare il legame con la natura, un altro tema dominante dei nostri giorni. Penso ad esempio a Ortensia della collezione Fornasetti: è un po’ come entrare in un giardino fiorito».