In Seasonal flowers and birds l'artista Chen Zhifo riprende nel 1947 la delicatezza della tradizionale tecnica pittorica gongbi, tipica delle dinastie Song e Yuan
Amuleto, gioco e arte. Le magie del paravento protagoniste alla Fondazione Prada
di Elisa MondaniComplementi d’arredo, opere di design, ma anche vere opere d’arte: la loro storia sarà raccontata in Paraventi: folding screens from the 17th to 21st centuries, la mostra a cura di Nicholas Cullinan presentata da Fondazione Prada a Milano dal 26 ottobre al 26 febbraio. Il 2 novembre inaugureranno invece le due mostre complementari organizzate da Prada con il supporto di Fondazione Prada a Tokyo e a Shangai, che approfondiranno l’eredità storica e le interpretazioni contemporanee dei paraventi in Oriente. Nicholas Cullinan, direttore della National Portrait Gallery di Londra, è curatore della mostra sui paraventi (foto Zoe Law) Mona Hatoum realizza nel 2022 Grater Divide, ironico paravento-grattugia In Konku, del 1982, William Copley usa come motivo grafico uno stereotipo dell'erotismo femmiile
L’esposizione indaga i significati e le origini di questi oggetti, che sono da ritrovarsi in Cina durante la dinastia Zhou, dove servivano alla contemplazione e all’ispirazione. Sono poi stati introdotti in Giappone dove spesso, collocati sulla soglia delle case, allontanavano il maligno. Giunti in Occidente solo nel tardo Medioevo, sono poi stati reinterpretati da artisti, architetti e designer del XX e XXI secolo.
Quella dei paraventi è una storia di migrazione culturale e di ibridazione fra diverse forme d’arte. Sono oggetti che dividono gli ambienti, ma creano anche
«La mostra è pensata per persone curiose che vogliano creare connessioni tra diverse tematiche, epoche e culture, che in altri contesti sarebbero difficili da cogliere», commenta il curatore Nicholas Cullinan. «Connessioni che si ritrovano spesso nelle mostre tenute da Fondazione Prada, e che mi hanno stupito per quanto fossero diverse da altre esposizioni che ho curato in passato. Ciò che trovo davvero incredibile è che questa è una storia che non è mai stata raccontata e mostrata prima in modo così approfondito, una scoperta che ha emozionato me per primo».
Il progetto espositivo, ideato dallo studio di architettura Sanaa, raccoglierà nello spazio del Podium oltre settanta paraventi, tra opere antiche dal grande valore storico e pezzi di design e arte contemporanea di autori del calibro di Charles e Ray Eames, Eileen Gray o Yves Klein, provenienti da musei internazionali e collezioni private, oltre a una selezione di creazioni appositamente commissionate per questo progetto a più di quindici artisti internazionali. «Al piano terra i visitatori troveranno una serie di testi curatoriali e opere che guarderanno alla storia dei paraventi attraverso diversi punti di vista e aree tematiche», continua Cullinan.
«Dopo aver dato loro questi strumenti su cui riflettere, al piano superiore incontreranno un’esposizione cronologica, con un allestimento che omaggia l’incredibile lavoro di Lina Bo Bardi per il Museo d’arte di San Paolo, in cui si può camminare in una foresta di quadri, e quello di Sanaa per il museo Louvre-Lens. È bello lasciare che le persone usino l’ordine cronologico solo come una traccia, senza fornire fin da subito troppe informazioni che potrebbero confondere».