Il divano rappresenta il dispositivo del teatro domestico. Può essere accogliente, conciliante e invitare alla condivisione, ma può anche, forse soprattutto, essere isolante e cullare la solitudine come forma di ritiro e intimità. Me-Time è uno di quei divani che, vuoi per la sua forma o vuoi per il materiale, ambisce a essere un po’ tutte queste cose.
«Uno dei concetti che desideravamo trasmettere era l’idea di viverlo come un’isola all’interno della casa, uno spazio di sospensione dedicato a se stessi in cui concedersi una pausa e rilassarsi», dichiara Cinzia Cumini che, insieme a Vicente García Jiménez, ha disegnato questo divano realizzato da Moroso. Me-time nasce da una forma abbastanza tradizionale di divano, quasi un archetipo, una matrice estetica radicata nella memoria collettiva, che viene ora riproposta in una chiave più contemporanea.
Non rivestimento ma elemento intrinseco del prodotto, il tessuto ispirato allo shearling scelto per Me-Time. In foto anche in versione fiorata
«Abbiamo lavorato seguendo il concetto di deformazione controllata della forma, immaginando che l’oggetto fosse nato all’interno di un disegno e avesse poi iniziato a esistere al di fuori dei suoi confini», continua Cumini. «È esattamente come una torta che si espande oltre il proprio stampo, o come un biscotto, che pur non essendo perfettamente rotondo, risulta comunque bello e armonioso».
Un bozzetto di Me-Time. Le sagomature sformate, da ipotesi progettuale, hanno preso vita grazie alla capacità artigianale di Moroso
Un esempio evidente di questa idea si esprime nei braccioli delle sedute laterali, che collassano leggermente verso l’interno, senza rigidità, con una curvatura morbida e naturale. È un effetto simile a quello di uno stampino di plastica esposto a una fonte di calore, che si adatta e si modella senza perdere comunque la sua essenza. Ancora, nei blocchi singoli simili a chaise longue la sagomatura dei cuscini è volutamente sformata, come se i ricordi sprofondassero in un divano che ha già vissuto e che continua a vivere nei momenti più autentici di benessere personale. Proprio per il fatto di essere così soffice, il divano invita a una seduta spontanea—composta, semi-sdraiata, distesa, di fianco— in un modo che asseconda i movimenti naturali del corpo.
In un progetto come questo, il tessuto non è un semplice rivestimento, ma diventa un elemento fondante dell’esperienza sensoriale. García e Cumini hanno optato per un materiale teddy ispirato allo shearling, che fa scaturire l’immediato desiderio di toccarlo, di stringerlo, proprio come un peluche. La scelta di un tessuto così materico non è casuale: «Doveva trasmettere non solo accoglienza, ma anche una sensazione di calore e solidità, rendendo la dimensione tattile parte integrante del design», spiegano gli autori. Disponibile in tutti i tessuti della selezione Moroso, Me-Time può mostrarsi in ciniglia, bouclé, oppure in un nuovissimo teddy a fiori creato appositamente dai designer per Moroso: un materiale fluffy – letteralmente “coperto di morbido” – realizzato con la tecnica jacquard, che dà l’impressione di stendersi su un prato in fiore.
«Con Moroso c’è stata intesa fin da subito», afferma Cinzia Cumini, «innanzitutto per la vicinanza geografica – Udine è la terra che condividiamo – ma soprattutto per la maestria artigianale che hanno dimostrato nella realizzazione di un prodotto volutamente debordante», continua. «Hanno sempre lavorato sulle forme, quindi sanno perfettamente come gestirle e sono riusciti a interpretare nella sagoma la nostra idea di divano, che non doveva sembrare né troppo nuovo e intonso, né eccessivamente sfatto».