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Quei progetti da favola dei Castiglioni

Carlo Castiglioni, presidente della Fondazione Achille Castiglioni creata nel 2012, e Livia Castiglioni, attrice, drammaturga e regista (foto Michela Piccinini)

Carlo Castiglioni, presidente della Fondazione Achille Castiglioni creata nel 2012, e Livia Castiglioni, attrice, drammaturga e regista (foto Michela Piccinini)

 
Storie fantastiche che raccontano le interazioni con gli oggetti e i percorsi creativi di Pier Giacomo e Achille. Così nasce un libro in famiglia
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«Quando io e mia sorella Giovanna abbiamo aperto al pubblico lo studio Castiglioni, ci siamo resi conto che durante le visite guidate le nostre descrizioni sui progetti non combaciavano, seppur entrambi attingessimo alle informazioni ricevute da nostro padre. Confrontandoci abbiamo capito che le differenze erano dovute ad una fisiologica reinterpretazione che lui stesso, a distanza di tempo, offriva delle sue creazioni». A raccontare è Carlo Castiglioni, figlio di Achille, che dopo la morte del padre nel 2002 ha avviato un’opera di archiviazione e valorizzazione del vasto patrimonio creativo della famiglia. «Molti, e talvolta contrastanti, erano anche gli aneddoti citati da professionisti che avevano collaborato con mio padre», continua Castiglioni, dando prova di come spesso la verità si plasmi attraverso vari passaggi ai quali ciascuno aggiunge i propri tasselli di memoria. L’idea è, allora, di abbandonare la necessità di una spiegazione univoca: «voglio rompere questo schema e raccontare gli oggetti che hanno progettato mio padre e mio zio Pier Giacomo attraverso delle storie fantastiche in grado però di mostrare quella che era la realtà, la metodologia che i Castiglioni hanno adottato per realizzare i loro progetti».

In volo su Servofumo, l'immagine di copertina del libro (200 pp, 24 euro)

In volo su Servofumo, l'immagine di copertina del libro (200 pp, 24 euro)

 

Da qui l’ispirazione del libro Storie Fantastiche per oggetti reali scritto a quattro mani con la figlia Livia ed edito da Lazy Dog. Una raccolta di racconti brevi per svelare in modo giocoso il processo creativo dietro la realizzazione di oggetti che sono diventati dei classici nel mondo del design.
Achille Castiglioni nella sua casa di campagna, sospeso tra sogno e ispirazione creativa

Achille Castiglioni nella sua casa di campagna, sospeso tra sogno e ispirazione creativa

 

Fantasia ma anche concretezza: ogni storia si conclude con una breve scheda tecnica dei prodotti citati. Alcuni racconti in cui sono gli stessi oggetti a parlare sono stati trasformati in fumetti, grazie alle illustrazioni di Andrea Galanti. «L’idea di dare voce a Sella e Mezzadro non è così peregrina – spiega Carlo Castiglioni – perché mio padre raccoglieva oggetti anonimi e quando lo faceva amava dire “lasciamolo lì che poi matura”. C’era un interscambio tra lui e la cosa, un dialogo silenzioso destinato a sfociare in qualcosa di nuovo».
Le prime pagine dei fumetti di Andrea Galanti dedicati allo sgabello Mezzadro e, sotto, alla seduta Sella, entrambi progettati nel 1957

Le prime pagine dei fumetti di Andrea Galanti dedicati allo sgabello Mezzadro e, sotto, alla seduta Sella, entrambi progettati nel 1957

 


Si susseguono conversazioni immaginarie tra amici sulla funzione della luce, un battibecco tra varie forme di bicchieri che solo Paro potrà dirimere, il riscatto delle margherite esposte sul mobile Rampa e lo storico locale milanese Splügen Bräu, progettato dai Castiglioni nel 1960, che fa da cornice alle disavventure di un corteggiatore impacciato. A conclusione, la storia di una magia profetica e un racconto misterioso generato dall’IA che ha come protagonista la lampada Arco.

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