Sei acque, un solo rubinetto
di Valentina FerlazzoBollente, fredda, fresca, a temperatura ambiente, leggermente o molto frizzante: con la collezione Idealaqua+ di QuadroDesign il rubinetto della cucina diventa una piccola sorgente à la carte. Fuori sembra un miscelatore come tanti ma sotto il lavello cela boiler, refrigeratore, gasatore e filtri, coordinati da un box tecnico che fa tutto il lavoro senza farsi vedere. Sul piano di lavoro questa complessità si scioglie nei soliti pochi movimenti che facciamo tutti i giorni. I comandi infatti sono solo due: uno meccanico per l’acqua di rete, uno elettronico per quella purificata, che arriva fino a 110 °C. Ogni opzione ha il suo colore (rosso,blu, azzurro, verde, lilla, viola) e così il Led smette di essere decorazione e diventa un modo di comunicare. La magia è nella doccetta estraibile: da un’unica bocchetta escono due acque diverse, quella del rubinetto e quella purificata, senza mai mescolarsi. E il sistema pensa anche al resto: misura le dosi, scalda l’acqua solo quando serve e ricorda da solo quando è ora di cambiare il filtro.
Che senso ha, oggi, ripensare un gesto così quotidiano? «Il rubinetto da cucina è uno degli oggetti più familiari della casa», risponde Enrico Magistro, art director e contitolare dell’azienda. «Una semplice interfaccia tra un gesto e l’acqua. Eppure, con la tecnologia che entra sempre più a far parte dell’ambiente cucina, anche un oggetto così elementare può assumere le funzioni di un elettrodomestico senza necessariamente averne l’aspetto. È questo il pensiero da cui siamo partiti per sviluppare internamente il nuovo miscelatore elettronico per cucina. Un progetto che prosegue il percorso di ricerca di QuadroDesign verso sistemi sempre più efficienti, evoluti e attenti all’ambiente».
Ma è anche una storia di famiglia, come racconta la sorella Elena Magistro, che guida QuadroDesign insieme a lui: «Ricordo che era il 1999 quando mio padre ottenne il brevetto di utilità (n. MI99U000264 del 29/04/1999) per il deviatore del sistema Idealaqua, che consente di attivare o disattivare l’erogazione di acqua depurata a seconda delle necessità. Oggi con Idealaqua+, compiamo un ulteriore passo in avanti dove la componente tecnologica assume volutamente un ruolo predominante rispetto alla forma, ma questo è solo l’inizio». La famiglia vuole aprire le porte a uno sguardo esterno: «Stiamo infatti pensando di affidarne l’evoluzione a un designer, per andare oltre la dimensione puramente tecnologica e arrivare a una nuova interpretazione per progetti in cui non solo le performance ma anche forma e l’estetica hanno peso».