Strategia C4, dall'elettrica al gasolio

Strategia C4, dall'elettrica al gasolio

Sulla nuova Citroën una gamma di motori che va dal full electric ai PureTech benzina 1.2 da 100 e 150 Cv fino ai turbodiesel BlueHDi 1.5 da 110 e 130 Cv
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Parola d'ordine: abbattere la CO2 nell'atmosfera. Dal mondo PSA  arrivano segnali confortanti per la concreta riduzione delle emissioni e soprattutto per la possibilità offerta di scegliere la motorizzazione pulita più adatta alle proprie esigenze. E di riflesso possono far immaginare una strategia futura di Stellantis, il nuovo conglomerato con FCA.
Così sulla C4 c'è ora una gamma motori davvero ampia, spaziando dal full electric ai PureTech benzina 1.2 da 100 e 150 Cv e ai turbodiesel BlueHDi 1.5 da 110 e 130 Cv, PSA che conferma l'importanza delle varianti a gasolio nei programmi di questo modello.

Le emissioni di CO2 sono molto più basse dei benzina e questo è diventato un obiettivo così importante per l'industria, a causa delle multe imposte ai produttori.
In Gran Bretagna ad esempio l'aumento della domanda di propulsori diesel è stato ancora più evidente nelle vendite dell'attuale C5 Aircross: da inizio anno la versione diesel ha rappresentato il 70% rispetto al 30% del 2019. E anche grazie a questo 'ritorno' della motorizzazione a gasolio Citroën ha raggiunto una media della flotta di 95 g/km di CO2, raggiungendo il nuovo obiettivo imposto dall'UE.

I motori diesel disponibili nella nuova C4 offrono livelli generali di emissioni assolutamente contenuti, in linea con le future norme, e includeranno solo le unità BlueHDI 110 abbinae a un cambio manuale a 6 marce e BlueHDI 130 con trasmissione automatica a 8 rapporti, mentre i propulsori più grandi - BlueHDI 160 e 180 - verranno gradualmente eliminati dal mercato.