Ha preso il via lo scorso marzo, con il famoso Rally Il Ciocco e Valle del Serchio il Campionato Italiano Rally targato 2019. Con una grande novità: la presenza ufficiale di Citroën Italia con la competitiva C3 R5 affidata ad un equipaggio esperto costituito dal pordenonese Luca Rossetti e dalla vicentina Eleonora Mori.
Una partecipazione strategica perché così attraverso il marchio del Double Chevron, Groupe PSA Italia intende ribadire quella leadership rallistica maturata nell’ultimo decennio nel nostro Paese, mettendo in campo tutto il proprio know-how per una sfida che s’inserisce nella lunga e gloriosa tradizione sportiva di Citroën.
«Il motorsport è centrale per tutti i nostri brand nelle attività di marketing e di comunicazione - dichiara Carlo Leoni, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne PSA Italia – e la partecipazione di Citroën al Campionato Italiano Rally si inserisce all’interno di questa strategia. Progetto che sarà a supporto dei successi commerciali della C3 e che celebrerà il Centenario del Marchio fondato da André Citroën nel 1919».
«Esaminando quanto la C3 R5 ha fatto vedere nel WRC-2 della stagione passata e soprattutto i risultati dei test pre-campionato che abbiamo svolto in Liguria - dichiara Luca Rossetti – debbo dire di essere stato piacevolmente sorpreso dalla qualità della trasmissione e del motore, pronto nella risposta e facile da utilizzare. La C3 R5 è sensibile alle regolazioni, indice di un buon telaio. La parte strutturale è ottima».
«Rispetto alle altre R5 che ho utilizzato in gara – continua Luca Rossetti - mi sono trovato subito a mio agio, e questa è una dote importante perché dà al pilota quella tranquillità necessaria per poter spingere a fondo. Unico aspetto su cui dovremo lavorare è l’impianto frenante. Inoltre, dovremo adattarne il set-up alle caratteristiche dei tracciati su cui si disputa il CIR. Si tratta di un lavoro delicato che richiederà all’inizio dei continui aggiustamenti perché, voglio sottolinearlo, la C3 R5 è al debutto assoluto in Italia e perché dovremo confrontarci con avversari che di quei tracciati hanno grande esperienza».
«Sono, comunque, molto fiducioso per le tante qualità – conclude Rossetti - che la C3 R5 ha dimostrato e perché posso contare su un team molto valido, con persone estremamente professionali e competenti con cui ho sempre mantenuto un rapporto di grande stima anche quando eravamo avversari».
La C3 R5 che Citroën Italia fa correre nel CIR 2019 per Luca Rossetti e Eleonora Mori è stata messa a punto da Citroën Racing come risultato di un progetto nato alla fine del 2016 con l’intento di realizzare una vettura per la competizione clienti che divenisse il riferimento per tutta la categoria R5.
Il team dei tecnici ha lavorato soprattutto sul motore (elettronica e sistema anti lag del turbocompressore) per ottenere una gestione ottimale della potenza sviluppata. Il primo esemplare della C3 R5 è stato presentato il 23 novembre 2017 al Rallye du Var dove ha svolto il ruolo di apripista, mentre il debutto in gara è avvenuto il 6 aprile 2018 al Tour de Corse, concluso con un ottimo secondo posto nella categoria WRC-2 conquistato da Yoann Bonato.
Il motore della C3 R5 è un quattro cilindri di 1.6 litri disposto trasversalmente, con distribuzione a doppio albero a camme in testa e 16 valvole, iniezione diretta Magneti Marelli e turbocompressore con flangia in aspirazione di 32 mm. Il risultato è una potenza di 282 CV a 5000 giri/min, con coppia massima di 420 Nm (a 4000 giri/min).
La trazione è integrale permanente con i differenziali anteriore e posteriore autobloccanti, cambio sequenziale Sadev a cinque rapporti con comando manuale a leva e frizione a doppio disco in materiale cerametallico.
Le sospensioni sono di tipo McPherson con ammortizzatori regolabili mentre l'impianto frenante è dotato di pinze a quattro pistoncini e dischi autoventilanti da 300 mm di diametro in assetto terra e 355 mm su asfalto, sia all'anteriore che al posteriore. Nella sua partecipazione al CIR la C3 R5 con la livrea di Citroën Italia potrà contare sulla fattiva collaborazione di Pirelli per quanto riguarda gli pneumatici e sulla struttura tecnica di Fabrizio Fabbri (storico partner sportivo di Groupe PSA Italia) per quanto riguarda la preparazione della vettura e l’assistenza in gara.
La partecipazione al CIR 2019 è per Citroën Italia un felice ritorno al mondo dei rally dopo i successi ottenuti nel Campionato tricolore Junior negli anni 2011-2012 con la Citroën DS3 R3. In tempi più lontani Citroën Italia ha animato il panorama del motorsport nazionale organizzando trofei finalizzati a valorizzare i piloti privati e le vetture protagoniste.
Il più originale è stato indubbiamente il 2CV Dyane Cross.
Inventato agli inizi degli anni Settanta sulla base delle eccezionali prestazioni delle Citroën 2CV e Dyane, era una forma di competizione, affascinante e spettacolare, che si disputava sui tracciati accidentati da cross. Era uno sport realmente accessibile a tutti, grazie ad un regolamento studiato a questo scopo, ed ad un costo di partecipazione modico che ha permesso a numerosi giovani piloti di dar sfogo alla loro voglia di correre, sempre nella massima sicurezza.
Dallo sterrato all’asfalto. Negli anni Novanta, Citroën Italia organizzò una Cup disputata con Saxo, piccola ed agile vettura che diede vita ad affollate ed incandescenti sfide sui tracciati dei principali autodromi nazionali.
Una partecipazione strategica perché così attraverso il marchio del Double Chevron, Groupe PSA Italia intende ribadire quella leadership rallistica maturata nell’ultimo decennio nel nostro Paese, mettendo in campo tutto il proprio know-how per una sfida che s’inserisce nella lunga e gloriosa tradizione sportiva di Citroën.
«Il motorsport è centrale per tutti i nostri brand nelle attività di marketing e di comunicazione - dichiara Carlo Leoni, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne PSA Italia – e la partecipazione di Citroën al Campionato Italiano Rally si inserisce all’interno di questa strategia. Progetto che sarà a supporto dei successi commerciali della C3 e che celebrerà il Centenario del Marchio fondato da André Citroën nel 1919».
«Esaminando quanto la C3 R5 ha fatto vedere nel WRC-2 della stagione passata e soprattutto i risultati dei test pre-campionato che abbiamo svolto in Liguria - dichiara Luca Rossetti – debbo dire di essere stato piacevolmente sorpreso dalla qualità della trasmissione e del motore, pronto nella risposta e facile da utilizzare. La C3 R5 è sensibile alle regolazioni, indice di un buon telaio. La parte strutturale è ottima».
«Rispetto alle altre R5 che ho utilizzato in gara – continua Luca Rossetti - mi sono trovato subito a mio agio, e questa è una dote importante perché dà al pilota quella tranquillità necessaria per poter spingere a fondo. Unico aspetto su cui dovremo lavorare è l’impianto frenante. Inoltre, dovremo adattarne il set-up alle caratteristiche dei tracciati su cui si disputa il CIR. Si tratta di un lavoro delicato che richiederà all’inizio dei continui aggiustamenti perché, voglio sottolinearlo, la C3 R5 è al debutto assoluto in Italia e perché dovremo confrontarci con avversari che di quei tracciati hanno grande esperienza».
«Sono, comunque, molto fiducioso per le tante qualità – conclude Rossetti - che la C3 R5 ha dimostrato e perché posso contare su un team molto valido, con persone estremamente professionali e competenti con cui ho sempre mantenuto un rapporto di grande stima anche quando eravamo avversari».
La C3 R5 che Citroën Italia fa correre nel CIR 2019 per Luca Rossetti e Eleonora Mori è stata messa a punto da Citroën Racing come risultato di un progetto nato alla fine del 2016 con l’intento di realizzare una vettura per la competizione clienti che divenisse il riferimento per tutta la categoria R5.
Il team dei tecnici ha lavorato soprattutto sul motore (elettronica e sistema anti lag del turbocompressore) per ottenere una gestione ottimale della potenza sviluppata. Il primo esemplare della C3 R5 è stato presentato il 23 novembre 2017 al Rallye du Var dove ha svolto il ruolo di apripista, mentre il debutto in gara è avvenuto il 6 aprile 2018 al Tour de Corse, concluso con un ottimo secondo posto nella categoria WRC-2 conquistato da Yoann Bonato.
Il motore della C3 R5 è un quattro cilindri di 1.6 litri disposto trasversalmente, con distribuzione a doppio albero a camme in testa e 16 valvole, iniezione diretta Magneti Marelli e turbocompressore con flangia in aspirazione di 32 mm. Il risultato è una potenza di 282 CV a 5000 giri/min, con coppia massima di 420 Nm (a 4000 giri/min).
La trazione è integrale permanente con i differenziali anteriore e posteriore autobloccanti, cambio sequenziale Sadev a cinque rapporti con comando manuale a leva e frizione a doppio disco in materiale cerametallico.
Le sospensioni sono di tipo McPherson con ammortizzatori regolabili mentre l'impianto frenante è dotato di pinze a quattro pistoncini e dischi autoventilanti da 300 mm di diametro in assetto terra e 355 mm su asfalto, sia all'anteriore che al posteriore. Nella sua partecipazione al CIR la C3 R5 con la livrea di Citroën Italia potrà contare sulla fattiva collaborazione di Pirelli per quanto riguarda gli pneumatici e sulla struttura tecnica di Fabrizio Fabbri (storico partner sportivo di Groupe PSA Italia) per quanto riguarda la preparazione della vettura e l’assistenza in gara.
La partecipazione al CIR 2019 è per Citroën Italia un felice ritorno al mondo dei rally dopo i successi ottenuti nel Campionato tricolore Junior negli anni 2011-2012 con la Citroën DS3 R3. In tempi più lontani Citroën Italia ha animato il panorama del motorsport nazionale organizzando trofei finalizzati a valorizzare i piloti privati e le vetture protagoniste.
Il più originale è stato indubbiamente il 2CV Dyane Cross.
Inventato agli inizi degli anni Settanta sulla base delle eccezionali prestazioni delle Citroën 2CV e Dyane, era una forma di competizione, affascinante e spettacolare, che si disputava sui tracciati accidentati da cross. Era uno sport realmente accessibile a tutti, grazie ad un regolamento studiato a questo scopo, ed ad un costo di partecipazione modico che ha permesso a numerosi giovani piloti di dar sfogo alla loro voglia di correre, sempre nella massima sicurezza.
Dallo sterrato all’asfalto. Negli anni Novanta, Citroën Italia organizzò una Cup disputata con Saxo, piccola ed agile vettura che diede vita ad affollate ed incandescenti sfide sui tracciati dei principali autodromi nazionali.