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Altan con Pimpa e Cipputi all’Arena Repubblica Robinson: “Poteva andare peggio? Sì”

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Il grande disegnatore, maestro della satira si racconta a partire dai cinquant’anni della sua cagnolina iconica. «Oggi i politici fanno tutto da soli, difficile disegnarli»
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I pallini rossi sono arrivati «così la Pimpa si sarebbe vista anche da lontano». E quanto lontana è arrivata la cagnolina di Altan che ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni in una Arena Repubblica Robinson gremita.

Monumento della satira, il disegnatore che con la punta della sua matita racconta l’Italia dagli anni Settanta è stato celebrato dall’abbraccio affettuoso delle lettrici e dei lettori. Che personaggi straordinari quella di Altan. Pimpa, certo, ma anche Cipputi che dalle pagine di Repubblica continua a metterci in discussione, a metterci di fronte alle contraddizioni del potere con ironia e intelligenza.

Ma se Pimpa è una cagnetta nata per gioco disegnando con la figlia, chi è Cipputi? «L’operaio, il lavoratore che ama il suo lavoro, che aveva il volto di tante persone che incontravo per strada e continua ad avere il volto dei poveri cristi come no

i, persone normali». Altan racconta il percorso di Ci…

I pallini rossi sono arrivati «così la Pimpa si sarebbe vista anche da lontano». E quanto lontana è arrivata la cagnolina di Altan che ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni in una Arena Repubblica Robinson gremita.

Monumento della satira, il disegnatore che con la punta della sua matita racconta l’Italia dagli anni Settanta è stato celebrato dall’abbraccio affettuoso delle lettrici e dei lettori. Che personaggi straordinari quella di Altan. Pimpa, certo, ma anche Cipputi che dalle pagine di Repubblica continua a metterci in discussione, a metterci di fronte alle contraddizioni del potere con ironia e intelligenza.

Ma se Pimpa è una cagnetta nata per gioco disegnando con la figlia, chi è Cipputi? «L’operaio, il lavoratore che ama il suo lavoro, che aveva il volto di tante persone che incontravo per strada e continua ad avere il volto dei poveri cristi come no

i, persone normali». Altan racconta il percorso di Cipputi apparso per la prima volta nel 1973. «Ma allora la politica aveva regole diverse, i politici erano più seri». E oggi? «I personaggi fanno tutto da soli e la satira è diventata un po’ pleonastica, e anche il mio lavoro lo è: difficile parlare di figure inconsistenti. Ma sono questi i tempi nei quali viviamo».

Craxi, Andreotti, Berlusconi e il suo famoso ombrello ma una sola querela: «Quando per un lapsus scrissi Mediaset invece di Fininvest». Oggi la satira è meno presente «perché meno presenti sono i giornali di carta, dai quali dipende il nostro lavoro». Ma esiste una satira di destra? «Sì, solo che la destra ha comandato per più tempo e quindi si è letta di più quella di sinistra».

La storia di Altan è una storia di libertà: «Mai nessuno mi ha dato indicazioni su cosa disegnare: a Repubblica, questi sono i nostri accordi da sempre, mando solo quello che mi sembra sia buono». E i politici? Hanno mai chiesto vignette? «Solo Spadolini, due volte!». Per disegnare raccontando il proprio tempo, dice Altan, bisogna tenere gli occhi aperti e cogliere le sfumature. Come dimenticare vignette iconiche come: «Poteva andare peggio? No». «Quella la feci nel 2001, dopo la vittoria di Berlusconi, ma oggi mi accorgo di quanto ero ottimista: è andata molto peggio».

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