Annunciata più di due anni fa e andata incontro a qualche ritardo anche a causa del coronavirus, la nuova fabbrica europea di Giant è stata inaugurata alla fine del mese scorso. Per il mercato europeo delle due ruote si tratta di una piccola rivoluzione perché nell’impianto ungherese - per la precisione si trova a Gyöngyös - il primo produttore al mondo riuscirà a realizzare ben 300 mila pezzi all’anno (con la produzione di biciclette elettriche che partirà dalla prossima primavera). A titolo di raffronto basti pensare che nel 2019 in Italia sono state vendute 1,7 milioni di biciclette con un prezzo medio di 180 euro, mentre il prezzo medio delle biciclette vendute da Giant in Europa è di 1000 euro. L'inaugurazione della nuova fabbrica cade tra l'altro in un momento particolarmente favorevole perché, come ha rilevato il portavoce dell’azienda di Taiwan, nel Vecchio Continente dalla fine del lockdown la domanda di bici ha significativamente superato l’offerta. Il centro Giant situato nella parte settentrionale dell’Ungheria si va ad affiancare al sito produttivo in Olanda, dove la società guidata da Young-Chang Liu è presente da ben 34 anni.
Fondata nel 1972 da King Liu come ditta produttrice di telai per altre case, nel 1981 ha creato il proprio marchio. Ancora oggi la realizzazione di telai per conto terzi è un importantissimo business che le consente di essere in cima alla classifica mondiale per fatturato. Nel 2019 il suo giro di affari ha fatto segnare il record di sempre a 63,45 miliardi di dollari taiwanesi (pari a circa 1,83 miliardi di euro), con una crescita del 5,3% rispetto al 2018. Gli utili netti sono stati invece 3,37 miliardi di dollari taiwanesi (97 milioni di euro), con un balzo del 17,8% rispetto all’esercizio precedente. Il miglioramento dei conti è da attribuirsi quasi esclusivamente al successo delle bici elettriche.
Nei primi sei mesi di quest’anno sono migliorati sia il fatturato (+7,5% a 33 miliardi di dollari taiwanesi) che la marginalità (l’utile netto è salito a 2,15 miliardi di dollari taiwanesi, +24,9%), a conferma del fatto che il settore delle due ruote ha immediatamente recuperato le perdite subite nei mesi di lockdown, per poi portarsi significativamente sopra i livelli del 2019. Non è quindi un caso che le azioni Giant, che sono quotate sulla Borsa di Taiwan, mostrino un rialzo di circa il 35% rispetto alle quotazioni fatte registrare all’inizio di quest’anno.
Fondata nel 1972 da King Liu come ditta produttrice di telai per altre case, nel 1981 ha creato il proprio marchio. Ancora oggi la realizzazione di telai per conto terzi è un importantissimo business che le consente di essere in cima alla classifica mondiale per fatturato. Nel 2019 il suo giro di affari ha fatto segnare il record di sempre a 63,45 miliardi di dollari taiwanesi (pari a circa 1,83 miliardi di euro), con una crescita del 5,3% rispetto al 2018. Gli utili netti sono stati invece 3,37 miliardi di dollari taiwanesi (97 milioni di euro), con un balzo del 17,8% rispetto all’esercizio precedente. Il miglioramento dei conti è da attribuirsi quasi esclusivamente al successo delle bici elettriche.
Nei primi sei mesi di quest’anno sono migliorati sia il fatturato (+7,5% a 33 miliardi di dollari taiwanesi) che la marginalità (l’utile netto è salito a 2,15 miliardi di dollari taiwanesi, +24,9%), a conferma del fatto che il settore delle due ruote ha immediatamente recuperato le perdite subite nei mesi di lockdown, per poi portarsi significativamente sopra i livelli del 2019. Non è quindi un caso che le azioni Giant, che sono quotate sulla Borsa di Taiwan, mostrino un rialzo di circa il 35% rispetto alle quotazioni fatte registrare all’inizio di quest’anno.