Non bastava il navigator, la figura metà uomo e metà Di Maio che dovrebbe trovare lavoro ad altri dopo averne raccattato uno quantomeno curioso per sé stesso. Ieri i Cinque Stelle hanno presentato “il facilitatore”. L’ha fatto il capo politico – risate – in persona, con un post su Facebook dalla consueta prosa accidentata: "Abbiamo bisogno a livello regionale di facilitatori che si occupino della formazione, del coinvolgimento di nuove persone che si vogliono avvicinare al Movimento 5 Stelle, abbiamo bisogno di facilitatori che parlino con tutto quel mondo che vuol venire a parlare col Movimento in una regione e non sa con chi parlare”. Traduzione: abbiamo scoperto dopo dieci anni che ci servono i segretari regionali ma li gabelliamo come rivoluzione e li chiamiamo facilitatori perché sennò si vede che siamo come gli altri partiti. Ma non è tutto: nello stesso post Di Maio dice che per i consiglieri comunali il primo mandato diventa mandato zero e (il non detto) la regola dei “due mandati” e poi a casa va in cavalleria. Il “facilitatore” e il “mandato zero”: come lo prendono per il culo i populisti, il popolo, nessuno mai.