Com'è noto agli 8 lettori di questo angolino, non m'intendo di politica. Altrimenti avrei capito cos'è uscito ieri dall'assemblea nazionale Pd che mi pare fosse, come quattro mesi fa, all'insegna del "cambiamo tutto". Siccome invece ne so di populisti, credo di averne intravisto gli stigmi ieri a Milano, dove una pattuglia ha circondato la sede di un partito reclamando a gran voce provvedimenti giudiziari ai danni del partito stesso. Solo che non erano grillini, o leghisti. Era la capa dei deputati Pd, and friends, e la sede era quella del Capitone. Ora: rubli rubacuori è vicenda gravissima e potenzialmente antidemocratica. Però, ecco, dacché mi sembra che il Pd sia tuttora leninista ("Che fare?") direi, a occhio, che imitare i toni extraparlamentari casaleggiani anche no. Intanto perché non porta bene - un attaché della Raggi voleva portare le arance a Marino e poi in carcere è andato lui - e poi perché da cambiare c'è in primis l'ancillarità al modello pentastellato per cui il Parlamento è la prosecuzione dei social con mezzi minori. Per capirci: piazze sì, agguati no. Non siamo in medicina. E la malattia non si combatte con un virus simile, ma più debole. Mi scuso per il pippone.