Ieri Beppe Grillo ha lanciato una crociata per fermare i barbari leghisti ed evitare a ogni costo le urne. Siccome evitarle, numeri alla mano, significa sostenere un governo insieme al Pd, Grillo – che mesi prima aveva detto “Salvini ok, ci si può fidare” – ha benedetto un’intesa con quel che resta del Partito Democratico. Un po’ come il suo giornale di riferimento secondo cui il Pd doveva fare il Governo con Casaleggio Associati ma da subito, prima di prendersi dei ladri di bambini e dopo una teoria di insulti che messi in fila congiungerebbero la Terra a Saturno. Ora, va bene: forse il voto è l’extrema ratio per non consegnare subito il plebiscito a questo Erdogan alla cassöla, uno che negli ultimi vent’anni ne ha governati dieci, con un incasso medio di 4,9 milioni di euro da restituire annui. Però, fossi nel Pd (e non lo sono) per salvare la poltrona ai grillini, e ai loro trombettieri, specie quelli che pontificano pure ora, porrei una sola condizione: “Prima vi fate mandare affanculo”.