Prese per il decoder

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Chi abbia una passione per il calcio, sa che dalla scorsa stagione per vedere la Serie A occorrono due abbonamenti. Uno a Sky, marchio storico e navigato, uno a Dazn, piattaforma disponibile solo via web. Ovviamente la presenza di due soggetti ha fatto sì che il costo per i tifosi crescesse. La patente gabola (Dazn è in realtà un abile travestimento di Premium, la defunta pay per view di Mediaset assorbita da Sky) ha portato a uno stallo degli abbonati e a un emergere di “pezzotti”. Inoltre, il fatto che Dazn si potesse vedere solo online ha escluso dalla fruizione tutta la parte del Paese che sconta il gap digitale. Ieri però, la svolta: Dazn andrà in onda su un canale Sky. Gli avversari che si “combattevano”, ora si uniscono. È sostanzialmente la storia del governo tra Lega (Sky) e Casaleggio Associati (Dazn) che Di Maio vorrebbe applicare anche al Pd (Eiar). Solo che è convinto di essere diventato Sky. E invece è al massimo Radio Pomigliano.