(ansa)

Il secondo Matteo

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Alla fine mi ero abbastanza convinto. Voglio dire: il 79,3 per cento è un bel numero, se l’erano inventato bene. Non troppo alto ma abbastanza sorprendente, sufficiente a non fare la figura di una dittatura africana a caso. E soprattutto la somma col no faceva 100: evidentemente Toninelli non si aggirava nei dintorni. Avevano vinto tutti: il Pd, che tornava al Governo senza vincere le elezioni e i Cinque Stelle, che per un giorno intero avevano tenuto un Paese col fiato sospeso grazie alla piattaforma Sbirulino, roba al cui confronto un fax concentra al suo interno tecnologie inedite, anzi, rivoluzionarie. Voglio dire: meglio di Salvini, anche un’epidemia di gotta. E per non avere la Meloni vicepremier con delega alla Marcia su Roma, a qualcosa bisognava pur rinunciare, no?. Poi Matteo Renzi ha dichiarato, proprio come il Ministro dell’Odio a suo tempo che “Il Governo durerà fino a fine legislatura”. Mi spiace un po’ per Conte: due crisi in così poco tempo non se le merita manco lui.