Democratica era la testata online lanciata da Matteo Renzi dopo che il suo Pd aveva prima ridotto l’Unità a un bollettino della Leopolda e poi ne aveva cagionato la chiusura, facendone sparire l’archivio (al momento per sempre) in una serie di scatole cinesi riempite di pece dalle quali non è mai più uscito. Oggi, volendo rileggerne qualche pagina, tocca andare nel deep web. Roba che manco i narcos. Dico “era la testata” perché ieri ha chiuso anche Democratica, senza che alcuno ne venisse preventivamente informato, tanto da costringerne il vicedirettore a confermare il decesso con un attonito tweet: “Non so perché”. Valga perciò per Democratica ciò che valse per la ben più gloriosa testata fondata da Antonio Gramsci: soprattutto ora che il Pd sta raccontando di poter governare un Paese, sarebbe il caso che dimostrasse di poter quantomeno tenere in vita il proprio giornale. Magari, se non è chiedere troppo, quello vero.