Circola in rete un recente video di Vito Crimi che, parlandone da sveglio, svolgeva il ruolo di sottosegretario contro l'editoria nel Governo Conte, da non confondere col Contebis che contiene una formula migliorata, un gioco e del cioccolato. Nel filmato, Crimi attacca la necessità di porre un freno, ancorché del tutto democratico, alle fake news, che potremmo tradurre in italiano col termine "balle pericolose". Se, dice, è del tutto normale mentirsi in famiglia, sul lavoro, tra amici, non si vede perché sui social dovrebbe essere più difficile. È semplice: perché i social ci trasformano in editori di noi stessi e rischiamo di amplificare le più disastrose campagne di odio, costruite a tavolino, su basi inventate. Inoltre, Crimi (da ieri sottosegretario all'Interno, così non si vede quando dorme) contesta la diffusa distinzione tra giornaloni veritieri e social che sparano frescacce. Lo accontenterò, adeguandomi: per me che lui sia ancora al Governo è una mano santa e penso se la cave... niente, non ce la faccio.