(ansa)

La stanza del giglio

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Nel periodo del Governo Renzi a un certo punto fu necessario importare toscani dall'estero: stavano finendo. Ogni singola nomina, dal segnale orario Rai alle partecipate di Stato, dai ministeri centrali alle assemblee di condominio, era ormai stata assegnata a tutti gli eredi di Dante disponibili. Giù si mormorava di Pieraccioni presidente della Repubblica. Stando così le cose, potrebbe risultare un filo anacronistica la polemica imbastita da Sempre Avanti - o come si chiamerà il Partito Renzista - contro la scarsa rappresentanza dei democratici toscani nell'infornata di sottosegretari. Anche perché il 12 per cento del Pd ha ricevuto nomine di peso, tipo Scalfarotto e Ascani. Invece hanno ragione. Anzi, regione. Va solo rilevato che non sono stati gli unici penalizzati. Segnalo anche l'assenza dei Bersaniani di Ovindoli, dei Lettiani di Vimodrone e dei cuperliani di Viterbo, la cui esclusione andrebbe attentamente analizzata. Avendone tempo e voglia. Mancando sia l'uno che l'altra, ci leggiamo eventualmente domani.