Il Primato Nazionale, magazine nostalgico il cui editore è anche fascio-n victim col marchio Pivert, ha ospitato ieri l’accorato sfogo di Marco Gervasoni, docente a contratto della Luiss, il cui rapporto di lavoro non è stato riconfermato col pretesto che su Twitter spalleggiava Giorgia Meloni invitando ad affondare la barca di Carola Rackete.
La causa ha poi coinvolto il fior fiore dei libertari a targhe alterne tra cui Daniele Capezzone, celebre buttadentro (di sé stesso) negli studi Mediaset. Non è mai un bel momento quando una qualunque voce, anche quella di chi scrive editoriali copincollando i peggiori luoghi comuni dei social, viene in qualche modo silenziata. Specie se, come ha giustamente annotato il Gervasoni, il mancato rinnovo arriva dieci secondi dopo che il suo Capitone di riferimento cade in disgrazia.
Quindi, per puro artifizio retorico, gli manifesto la mia solidarietà: a nessuno, nella vita, dovrebbe toccare di essere difeso dai fascisti e da Capezzone, ove se ne trovino le differenze. E soprattutto dal sottoscritto.
La causa ha poi coinvolto il fior fiore dei libertari a targhe alterne tra cui Daniele Capezzone, celebre buttadentro (di sé stesso) negli studi Mediaset. Non è mai un bel momento quando una qualunque voce, anche quella di chi scrive editoriali copincollando i peggiori luoghi comuni dei social, viene in qualche modo silenziata. Specie se, come ha giustamente annotato il Gervasoni, il mancato rinnovo arriva dieci secondi dopo che il suo Capitone di riferimento cade in disgrazia.
Quindi, per puro artifizio retorico, gli manifesto la mia solidarietà: a nessuno, nella vita, dovrebbe toccare di essere difeso dai fascisti e da Capezzone, ove se ne trovino le differenze. E soprattutto dal sottoscritto.