Emma Marrone non è mai stata a Capalbio neanche per un mojito con Soros, alle feste dell'Unità ci va - giustamente - a cachet, né risulta che Amici sia un format dedito al socialismo reale. Eppure. Eppure tempo fa osò l'inosabile: in un Paese nel quale il paraculismo è d'obbligo, difese Carola Rackete su Twitter a costo di urtare l'allora rampante ministro del mojito. Con conseguente fallo di reazione. Così, quando ha annunciato di doversi fermare per motivi di salute, il popolo leghista ha inteso manifestarle disprezzo augurandole la morte sui social. Emma ha raccolto la solidarietà di Gabriele Muccino, Matteo Renzi, molti fan anonimi, e si è difesa da sola, replicando a un anonimo coniglio che, se non l'ha ammazzata il cancro, figurarsi lui. Resta il curioso impeto del fato per cui quelli che vedono comunisti ovunque hanno trasformato una cantante pop nella Rosa Luxemburg del ritornello, cosicché ragazzi che mai avrebbero avvicinato la politica introietteranno, magari per caso, la differenza tra un tweet civile e il salvinismo. Che conferma così il suo periodo Marrone.