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(ansa)

Mandi, mandi

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Ieri Luigi Di Maio, confinato dal rimpasto di Conte al ruolo di Arbre Magique del Governo, ha cercato centralità invocando pubblicamente il “vincolo di mandato”, ossia l’obbligo a non cambiare mai e in nessun caso casacca parlamentare, in risposta a una sua deputata che è passata con Renzi. Come sanno anche i sassi, quindi non Di Maio, il vincolo di mandato è anticostituzionale. Detto questo, una valutazione meramente statistica: prima delle elezioni, Di Maio era stato mandato a fare un Governo esclusivamente da solo. Dopo le elezioni, Di Maio è stato mandato a fare un Governo con la Lega. Caduto il Governo con la Lega, Di Maio è stato mandato a fare un Governo con chi fino a dieci secondi prima giurava di non voler sfiorare nemmeno in cartolina: il Pd. Fanno tre mandati in meno di un anno. A questo punto, se permettete, ce lo mando anch’io.
Ieri Luigi Di Maio, confinato dal rimpasto di Conte al ruolo di Arbre Magique del Governo, ha cercato centralità invocando pubblicamente il “vincolo di mandato”, ossia l’obbligo a non cambiare mai e in nessun caso casacca parlamentare, in risposta a una sua deputata che è passata con Renzi. Come sanno anche i sassi, quindi non Di Maio, il vincolo di mandato è anticostituzionale. Detto questo, una valutazione meramente statistica: prima delle elezioni, Di Maio era stato mandato a fare un Governo esclusivamente da solo. Dopo le elezioni, Di Maio è stato mandato a fare un Governo con la Lega. Caduto il Governo con la Lega, Di Maio è stato mandato a fare un Governo con chi fino a dieci secondi prima giurava di non voler sfiorare nemmeno in cartolina: il Pd. Fanno tre mandati in meno di un anno. A questo punto, se permettete, ce lo mando anch’io.