(agf)

Tanto di cappellino

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Le battute si scrivono da sole, dopo la colica renale che ha interessato Matteo Salvini, ieri, per circa una mezza giornata. Le prime dimissioni in vita sua, i calcoli che anche stavolta ha sbagliato, la felicità per la sua prima espulsione… Ma c’è un dato più cogente: mentre il CapitonEx giaceva, a guisa del suo amico Kim Jong-Il, con la più classica delle affezioni diplomatiche, i suoi social hanno continuato a e-ruttare lava allo scopo di coprire la malaparata di Porta a Porta. In un tweet, ad esempio, si dava contezza dello sbarco di alcuni migranti “armati di telefonino e cappellini”. Sul telefonino non vale più la pena discorrere: siamo nel 2019, è un aggeggio necessario soprattutto se sai di poter crepare in mare, e ce ne sono che costano quattro spicci. Ma è quel dettaglio, il cappellino, a varcare una nuova soglia nei generi che la Lega considera di lusso se sfoggiati da persone di colore. A proposito: chissà com’erano vestiti la mamma e il figlio che volevano arrivare fin qui e l’altro giorno sono finiti, abbracciati, in fondo al mare.