L’altra sera ho visto Juventus-Bologna con un gruppo di amici. Naturalmente erano favoriti i padroni di casa, che hanno regolarmente vinto. Ma al 3’ di recupero del secondo tempo, sul punteggio di 2-1, il difensore bianconero De Ligt ha toccato un pallone in area, con un braccio, scatenando le proteste di noi rossoblù. Il Var ha confermato che non era penalty.
Dacché noi tifosi casalinghi ci siamo gasati l’un l’altro dicendoci che era uno scandalo, che le nuove regole sono chiarissime, che con la Juve è sempre così, che tanto non ne avrebbe scritto nessuno perché siamo una piccola squadra… Ecco: non era rigore. Proprio no. Appunto per le nuove regole. Bastava controllare. Ma eravamo precipitati nel classico cortocircuito di vittimismo, profezia autoavverante, recriminazioni ad minchiam, tipiche del tifoso che alla realtà dei fatti lascia prevalere la logica del branco ferito.
Ma c’è un ma, positivo: ora so come si sentivano sabato e domenica i frequentatori della Leopolda, e voglio loro un po’ più bene.
Dacché noi tifosi casalinghi ci siamo gasati l’un l’altro dicendoci che era uno scandalo, che le nuove regole sono chiarissime, che con la Juve è sempre così, che tanto non ne avrebbe scritto nessuno perché siamo una piccola squadra… Ecco: non era rigore. Proprio no. Appunto per le nuove regole. Bastava controllare. Ma eravamo precipitati nel classico cortocircuito di vittimismo, profezia autoavverante, recriminazioni ad minchiam, tipiche del tifoso che alla realtà dei fatti lascia prevalere la logica del branco ferito.
Ma c’è un ma, positivo: ora so come si sentivano sabato e domenica i frequentatori della Leopolda, e voglio loro un po’ più bene.