Fratello Stefano

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Con l’umanità che gronda da tutti gli artigli, Lilli Gruber ha mostrato ieri sera a Otto e mezzo il momento de Non è l’Arena in cui il conduttore, ivi presente, mandava alla figlia di Matteo Salvini, prima della dodicimillesima intervista al CapitonEx, l’affettuoso saluto dello “zio Massimo”. L’episodio è in sé marginale, rispetto a ciò che tutti i talk show degli ultimi anni hanno sparso in termini di consenso sovranista, dacché il vero laboratorio populista non sta nei programmi politici ma in quella vera e propria fabbrica della paura che va in onda nelle mattine e nei pomeriggi dei grandi network. Ma l’espressione di Giletti mentre la conduttrice gli chiedeva conto del pappa e ciccia acrobatico col leader leghista resta un piccolo momento di verità di cui sono loro grato. Anche perché mi ha occupato la rubrica, impedendomi di festeggiare la Giustizia per Stefano Cucchi con parole poco commendevoli contro chi ne aveva lordato la memoria in modo ignobile. Tipo papà Matteo.