Oltre 7600 like (quindi, al netto dei follower finti, almeno tre persone) hanno accompagnato l’ennesima opera di untoraggio salviniano, questa volta ai danni dell’artista napoletano Salvatore Scuotto, reo di aver ritratto il Caporale nell’atto di sparare – con una pistola fumettosa, da cui usciva la scritta game over – a due migranti. Nel breve filmato, un Salvini nervosissimo, con un tono decisamente minaccioso, chiede il ritiro dell’opera, si atteggia a vittima di possibili ritorsioni cagionate dalla scultura. e promette una visita riparatoria alla vera arte partenopea: i presepi. Magari suonando “Napoli merda, Napoli colera” col putipù, come ai bei tempi. Nella più gloriosa tradizione della pagliuzza e della trave, il Nostro scatena i propri fan contro un signore reo di aver messo su creta un dato di fatto: i cosiddetti “porti chiusi”, ossia la guerra senza quartiere alle Ong, hanno tolto di mezzo salvatori e testimoni dal cimitero ad acque aperte chiamato Mediterraneo. E tra i fan di Salvini non abbondano i critici d’arte ma c’è gente come Luca Traini. Lo stragista di Macerata.