Buongiorno e bentornati a Bravimabasta 33, la rubrica di medicina che arreda e diverte. Oggi parliamo di una diffusa patologia, la cosiddetta sindrome del “cerebrozoo”, che colpisce quasi esclusivamente il genere maschile e porta ad elaborare pensieri e convinzioni non già con i due emisferi dell’encefalo ma con un apparato analogamente simmetrico situato all’incirca all’altezza della vita. Bersaglio dei cerebrozoi è generalmente la donna, specie se emancipata, autonoma, o addirittura dotata di ruolo pubblico. Cioè quasi sempre Laura Boldrini, oggetto ieri di una campagna d’affissione fascistoide a base di foto deformate, dedicata alla solita emergenza che non c’è: migranti, sostituzione etnica e altre panzane. Ai cerebrozoi si sono uniti anche una primatista nazionale, lesta a spargere melma su un’altra donna, e, in forma appena più lieve, un conduttore di ammiraglia Mediaset che ha diffuso un fotomontaggio in cui la Boldrini svetta in chador tra decine di niqab (loro lo chiamerebbero burka). Se è consentita la definizione poco scientifica, una stessa medaglia che ha due facce. Da cosa, è facilmente intuibile.