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Il bello di Simone

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Simone Spetia è un eccellente cronista di Radio24: riconosce la notizia, sa come darla, la tratta – potendo – con ironia mai sguaiata. Siccome capita anche ai migliori, ieri ha commesso un errore: ha detto che il famoso prestito da 700.000 euro ricevuto da Matteo Renzi era precedente alla nomina del suo finanziatore ai vertici di Cdp. Alle 7.42. Invece era successivo. Alle 7.46 ha corretto. Successivamente, Renzi gli ha minacciato una tra le tante querele che promette in questi giorni. Spetia, che aveva già emendato la notizia sua sponte, gliel’ha fatto presente. Non è bastato a fermare l’ordalia vivaista che insultava, minacciava, usava termini sovrapponibili ai peggiori hater grillini o leghisti. Renzi ha lasciato fare. L’altro giorno, Carlo Calenda mi ha scatenato addosso i suoi pasdaran avendo frainteso un mio lazzo (con la “l”) che era a favore di Renzi medesimo e contro Salvini. Noi giornalisti possiamo anche essere gentaglia, per carità. Ma quelli perbene correggono e chiedono scusa. Sarebbe ora che imparaste anche voi. Perché invece di seguire la pancia del Paese, dovreste formarla.