Il Gesù Bambino nero nel presepe della scuola materna di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone 

Extra Vergine

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Quando mio padre riuscì a fuggire dallo Stalag nazista di Kostrin, allora nella Prussia Orientale, cominciò a vagare per la Polonia e finì a Czestokowa. Nonostante fosse ateo, di più: comunista, e l’esperienza appena vissuta non deponesse a favore dell’esistenza di un qualunque dio, entrò nel santuario di Jasna Gora e s’imbattè in una Madonna nera. Dipinta, secondo la leggenda, da San Luca in persona. La basilica che domina la mia città è intitolata al santo di cui porto il nome. Mio padre ne varcò la soglia per la prima volta in occasione della mia seconda comunione – anche i mangiapreti mandavano i figli al catechismo – e rimase a bocca aperta: anche la Madonna che protegge Bologna ha la pelle scura. La volle accanto fino alla fine. Per questo, anche per questo, chiunque in questi giorni protesti contro il Gesù Bambino nero nella scuola materna di Azzano Decimo, mi pare francamente censurabile. E dico “censurabile” perché alla Madonna, di qualunque colore, temo non piacerebbe l’espressione “fragorosa testa di ca**o”.