(lapresse)

La "sua" Africa

1 minuti di lettura
La notizia è nota: mamma africana viene avvisata dai medici dell’ospedale di Sondrio che la sua piccola è appena morta. Reagisce disperata, rumorosamente. Gli astanti in attesa la deridono, si scambiano commenti razzisti, ripetono ad alta voce i peggiori luoghi comuni cattivisti sui migranti “che tanto ne faranno degli altri”, si parla di riti tribali, di scimmie. Ieri, Giorgia Meloni twitta: “A Sondrio donna nigeriana derisa in ospedale perché urlava per la morte della figlia di 5 mesi. Da madre non posso che provare profondo disprezzo per chi è così infame da insultare una donna straziata dal dolore più atroce che si possa provare. Che schifo”. Un testo inappuntabile che scatena commenti controversi. Secondo alcuni, la leader di un movimento sovranista che fa del timore per gli stranieri una campagna elettorale permanente – eufemizzo – rischia di essere poco credibile nel momento in cui qualche ultrà di un pensiero confinante dà sfogo alla propria ignoranza. Al che la Meloni risponde che chi la pensa in questo modo è un imbecille. E per una volta siamo perfettamente d’accordo su qualcosa. Che io sono un imbecille.