A Ignazio La Russa non è piaciuto il film di Checco Zalone e l’ha comunicato su Twitter. Ecco, ora vi siete spiegati l’enorme sticazzi che appare in cielo da qualche ora. Per la precisione, La Russa ha lamentato l’assenza di applausi in sala e ha chiesto di essere rimborsato. Ciò sottende due notizie: la prima è che nei cinema in cui va La Russa di solito applaudono, quindi l’ultima volta era stato a Venezia o Cannes. O si è confuso con un film visto in aereo. La seconda che La Russa ha pagato il biglietto. Il che sollecita nel vostro scriba un breve afflato di stupore e soddisfazione. In tertiis, ammesso che si scriva così, il commento del Barry White in orbace assume un ruolo paradigmatico. Finora il successo del comico pugliese veniva collegato al suo equilibrio nell’accattivarsi la simpatia anche di chi denigrava, ossia l’italiano medio. Oggi sappiamo per certo che a un dato punto quel che troppo è troppo, e i fasci, o anche solo quelli che “aiutiamoli a casa loro” e non hanno mai aiutato nessuno, si riconoscono e s’incazzano. Benvenuto nel club dei radical chic, Luca. Le tartine fanno ca*are, ma è sempre meglio dei radical shit.