Urne cinerarie
Luca Bottura , di LUCA BOTTURA
Pare che il patto tra Zingaretti e Di Maio verta sulla Legge Elettorale. L'attuale legge elettorale, come sappiamo, è la cosidetta Renzi-Sisal e prevede che un pugno di nominati dalle segreterie di partito venga spedito in parlamento sulla base della fedeltà al capo, che tradirà non appena poggiate le chiappe sui nobili scranni. La nuova avrebbe invece uno sbarramento al 5 per cento, in modo da tagliare le ali più estreme (i fascisti dichiarati, la cosiddetta sinistra radicale, Italia Viva) e permetterebbe a Pd e Cinque Stelle di compattarsi in una sorta di Democrazia Cristiana riveduta e grammaticalmente scorretta da contrapporre a Salvini. Che si alleerebbe con la Meloni e stravincerebbe lo stesso. Da quando fu abolito il Mattarellum, che aveva funzionato benone, chiunque salga al Governo medita di normare il voto come meglio gli aggrada e contro qualcun altro. Salvo poi esserne regolarmente travolto. Intanto, assesta un altro colpettino alla democraz…
Pare che il patto tra Zingaretti e Di Maio verta sulla Legge Elettorale. L'attuale legge elettorale, come sappiamo, è la cosidetta Renzi-Sisal e prevede che un pugno di nominati dalle segreterie di partito venga spedito in parlamento sulla base della fedeltà al capo, che tradirà non appena poggiate le chiappe sui nobili scranni. La nuova avrebbe invece uno sbarramento al 5 per cento, in modo da tagliare le ali più estreme (i fascisti dichiarati, la cosiddetta sinistra radicale, Italia Viva) e permetterebbe a Pd e Cinque Stelle di compattarsi in una sorta di Democrazia Cristiana riveduta e grammaticalmente scorretta da contrapporre a Salvini. Che si alleerebbe con la Meloni e stravincerebbe lo stesso. Da quando fu abolito il Mattarellum, che aveva funzionato benone, chiunque salga al Governo medita di normare il voto come meglio gli aggrada e contro qualcun altro. Salvo poi esserne regolarmente travolto. Intanto, assesta un altro colpettino alla democrazia rappresentativa, con buona pace del Paese che si sta rassegnando alla sudditanza e al qualunquismo populista. Domani torno a scrivere le solite sciocchezze, ché oggi non c'è un c***o da ridere.