Addaveni' Peppone

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Ricevo (?) e volentieri pubblico
Di Giovanni Guareschi
Gentile Bottura, caro trinariciuto, Le scrivo la presente mentre sorseggio un Pastis con Fernandel e Gino Cervi, dopo aver letto un politico italiano secondo cui, oggi, Peppone lo voterebbe. Ho sempre disprezzato i comunisti e infatti, nei miei libri, il sindaco di Brescello era molto più spregevole di come appare nei film. Ma si sa, il cinema edulcora. E immagino che quel tipo, come lo chiamate, il Caporale, mai mi abbia letto. Però mi creda: in nessun caso Peppone appoggerebbe un tizio che i proletari li prende per i fondelli. E nemmanco io. Perché a fare gli anticomunisti senza il comunismo sono capaci tutti. E anche perché le proprie idee vanno difese a ogni costo. Io, ad esempio, per aver pubblicato una vignetta contro il presidente della Repubblica sul mio “Candido”, andai in galera. Per non combattere coi fascisti, finii in un lager. Mica mi feci salvare dai Cinque Stelle. Quindi facciamo così: se lo vede, il Caporale, gli dica da parte mia di non nominare mai più Peppone invano. L’unica cosa che hanno in comune, è aver limonato coi russi. Ci vediamo. Anzi: as bechèmma.