Io me li vedo, negli uffici della Bestia. “Si chiama ‘Dolce Lucia’, capito? Come quella lì, la… Bazurloni… Brangontoni… quella che vogliamo mettere a presidente dell’Emilia-Romagna e poi la telecomandiamo da Milano… Borgonzoni! Ecco! Tu vai lì, davanti alla pasticceria, ti fai due selfie poi dici che i comunisti mangiano i bambini e noi i bomboloni. Avvisare? Ma no, Capitano… tutti ti amano!”. Invece dovevano avvisare. Invece il titolare della pasticceria di Casalecchio, quella dove mi facevo offrire il caffè dall’allenatore del Bologna, il leninista Renzo Ulivieri, non l’ha fatto entrare, il Caporale. Né lui, né i suoi guardaspalle. Anzi, a un certo punto, il Loro ha dovuto persino abbozzare: “Spostiamoci, sennò ci arrestano per manifestazione non autorizzata”. E non scherzava, la legge l’ha scritta lui. Certo, sono lontani i tempi in cui Giorgio Almirante, il missino Giorgio Almirante, l’antisemita Giorgio Almirante, oggi celebrato come un tizio dai baffi molto curati solo un po’ estremista, non fu servito all’Autogrill di Cantagallo dalle maestranze antifasciste. Qui siamo solo a “non voglio politica nel mio locale”. Però, ragazzi, accidenti: ma che bella giornata.