(reuters)

Onta Radio

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A maggio dello scorso anno, l'ex ministro contro lo sviluppo economico, Luigi di Maio, aveva contestato a Radio Padania la trasmissione su base nazionale benché in possesso - dacché ha venduto le frequenze a un imprenditore calabrese - solo di una licenza locale. Invece è un bene che valichi l'ambito di stretto interesse (cioè una frazione di una frazione della provincia di Varese) perché altrimenti non avrei potuto rendermi conto che, mentre il Caporale la mena agli altri accusandoli di anti-italianità, la radio della Lega è rimasta l'avamposto secessionista di quando Salvini faceva le cronache dei mondiali tifando contro gli Azzurri. Ieri ad esempio era in onda un tizio che, all'interno di una rubrica di dialetti, a un certo punto s'è messo a spiegare che se ai tempi del Manzoni fossero arrivati sui Navigli barconi pieni di "merci e persone cinesi" (sic) la peste si sarebbe diffusa in tutto il mondo e che comunque il Coronavirus è tutta colpa della globalizzazione. La quale evidentemente produceva i suoi effetti anche nel 1967, quando l'influenza asiatica allettò 15 milioni di italiani e ne mandò al creatore 5000. 'Sti cazzari.