(cge)

Imprevisti e possibilità

1 minuti di lettura
Il sindaco di Firenze Nardella ha invitato i cittadini, per meglio arginare il coronavirus, ad affollare teatri, cinema e musei: un po’ il corrispettivo politico delle mammine pancine che tengono morbillo party per immunizzare i propri figli, i quali si contagiano a frotte e da grandi spendono miliardi in terapia cercando di elaborare il trauma della madre che brigava per farli ammalare. Potere della curiosa dicotomia sul coronavirus per cui si passa dal “moriremo tutti” a “è peggio un’unghia incarnita”, alimentata anche dalla schizofrenia dei media. Un noto quotidiano italiano del quale non faccio il nome per timore di ritorsioni, titolava ieri, prima pagina, di un virus creato in laboratorio unendo pipistrellli e Sars, e lasciava intendere una parentela con quello che tutti ci spaventa. Solo all’interno, un sommario informava che “uno studio ritiene improbabile il legame col coronavirus, ma non può escluderne la possibilità”. Sembra untantoalchilismo, invece è consolatorio: da oggi potrò pensare che vincere la gara delle schiacciate all’All Star Game Nba è, per il sottoscritto, improbabile. Ma non mi sento di escluderne la possibilità.